Reportage-intervista dal fronte. Parla Oleksii Sannikov, comandante del 206° battaglione: «I militari non decidono, le decisioni si prendono nelle capitali, a volte nelle capitali straniere. Se mi chiedete quale possa essere il nostro futuro non so davvero cosa dire». Decisiva la sproporzione delle forze in campo: «Perdiamo molti uomini, ma loro di più»
“L’Ucraina protesta perché non era al tavolo? Ha avuto un posto per 3 anni, poteva sistemare tutto anni fa”: Trump scarica Zelensky
L'affondo del presidente degli Stati Uniti: "Lì non ci sono state elezioni e c'è la legge marziale. Il leader, mi dispiace dirlo, ha indici di gradimento bassissimi, al 4%"
‘Schuldenbremse’, «freno del debito» in tedesco. È questo, assieme alla guerra in Ucraina gestita maldestramente dall’Occidente che ha mandato alla malora la Germania. Ora il Paese in ginocchio strepita su quello che avrebbe dovuto essere fatto. Esempio, che in alcuni frangenti storici il «deficit spending», fare debiti, è necessario. E il coraggio di smarcarsi da un’Unione Europea prona alle paturnie di Biden, forse avrebbe consentito di ottenere tre anni fa quello che si mendica oggi.
«I colloqui con la Russia per un accordo sulla fine della guerra in Ucraina sono andati molto bene», afferma Trump. «Se i Paesi europei vogliono inviare truppe in Ucraina dopo l’accordo, agli Stati Uniti va bene» (ma a Mosca No). Europa dopo. Come Zelensky, ‘in esilio’ ad Ankara da Erdogan, «Negoziare sull’Ucraina ed esplorare le opportunità economiche offerte dalla fine del conflitto» la sintesi efficace del manifesto. «Parte a riad un cambio di regime globale, Usa e Russia vanno da soli».

