Ieri Piero Orteca, oggi Alberto Negri sull’enigma Israele-Libano. Le ipotesi militari israeliane sbandierate a far paura a nemici e alleati restii, gli Usa. E il Manifesto ci racconta di come il prezzo dei generatori di corrente è aumentato di quattro volte nella regione di Haifa, a 30 chilometri dal confine libanese. Questa volta molta parte della popolazione israeliana ha paura.
Perché stavolta, spiega Negri gli israeliani ritengono che Hezbollah potrebbe fare più male di quanto abbiano fatto militarmente gli ayatollah di Teheran. Hezbollah, secondo gli stessi israeliani, ha un arsenale di 150mila razzi, e sarebbe in grado di colpire lo stato ebraico con 5mila ordigni al giorno.
Vladimir Putin è meno isolato di quanto i governi e i mass media occidentali vorrebbero far credere. In realtà il leader russo si sta muovendo con grande abilità in numerosi scacchieri internazionali, sfruttando debolezze e divisioni dell’Occidente, e in particolare quelle che oggi percorrono gli Stati Uniti d’America.
Apprendiamo che il consiglio dei ministri ha licenziato lunedì 24 giugno la bozza del Dl infrastrutture. Fra le molte norme scellerate ritroviamo una maxi opera che da due anni il nostro partito insieme a molte realtà ambientaliste e pacifiste e al movimento no base sta combattendo a Pisa.
La Russia sociale nascosta, come avevamo promesso. Con la nazionale di calcio esclusa dagli europei in corso, i ‘Giochi Brics’ di Kazan – mini olimpiadi alternative a quelle occidentali di Parigi-, nascosti, vaporizzati dall’Occidente. Eppure l’evento ‘multisport’ si è svolto con successo organizzativo e agonistico, nella suggestiva capitale della repubblica russa del Tatarstan. Dei dodici giorni di gare, ventisette sport, tra essi anche alcuni non ancora olimpici, con oltre quattromila atleti arrivati da 89 Nazioni, la singolare partecipazione individuale di Abkhazia, Ossezia del Sud e della Repubblica Serba di Bosnia, nessuno ha parlato o scritto.

