Trump valuta l’opzione militare e intima la resa di Teheran. Il tycoon ha firmato la nota congiunta al G7 canadese solo dopo aver piegato gli alleati alla sua linea pro Netanyahu
Israele attacca l’Iran ma il G7 sta con Tel Aviv: “Ha diritto di difendersi. Teheran principale fonte di instabilità e terrore”
I leader ribadiscono "sostegno alla sicurezza di Tel Aviv" e "l’importanza della protezione dei civili. L’Iran è la principale fonte di instabilità e terrore nella regione"
«La tigre della guerra è uscita dalla gabbia e farla rientrare sarà assai difficile. Peraltro sono i domatori stessi, in prima fila gli Stati Uniti, che l’hanno scatenata con il voluto fallimento diplomatico di Trump». «Lui e gli europei, con una leadership ininfluente e il contributo delle destre sovraniste-populiste», denuncia il manifesto».
I paesi occidentali stanno arrotando i denti per aggredire l'ennesimo "Impero del male" che lo ostacola nel suo decadente e fallimentare progetto egemonico in quello che è diventato già un mondo multipolare.
Il lettore non si faccia ingannare dalla questione del nucleare iraniano, che è a tutti gli effetti una scusa, del tutto falsa, usata come casus belli. Sono decenni che gli USA ed Israele, con l'UE appresso, sognano di sovvertire la repubblica islamica.
La guerra tra Israele e Iran sta già prendendo la piega peggiore: quella per fare male a tutti. Nessuno escluso. Con il prezzo del petrolio che, nel malaugurato caso di un blocco dello Stretto di Hormuz, potrebbe arrivare anche a 150 dollari al barile. Uno dei missili lanciati dagli ayatollah, per rappresaglia, ha centrato una raffineria di petrolio, alle porte di Haifa. Tre vittime.

