Studenti universitari sulle navi della Marina per l'esercitazione Mare Aperto pianificata da 22 nazioni (di cui 11 appartenenti alla Nato).
«Cina, Francia e Ue, desiderano tutti un cessate il fuoco rapido e il ritorno della pace in Europa, e sostengono una soluzione politica della crisi ucraina». Ribadire l’ovvio perché a volte anche ai capi di stato scappano parole avventate.
Altalena tra ottimismi spesso di bandiera e rotture di fatto, mentre a Gaza si continua a morire, ostaggi israeliani compresi. La giornata appena trascorsa ha raffreddato gli eccessivi ottimismi, scaturiti dalle prime notizie, che erano trapelate sabato, dagli incontri del Cairo, poi chiusi con un nulla di fatto.
Il clima attuale è sintetizzato dal titolo dell’edizione on line di Haaretz: «Sia Netanyahu che Sinwar (Hamas) hanno bisogno di vincere. Così la guerra continuerà». E secondo L’autorevole quotidiano di Tel Aviv, il premier israeliano e il leader del gruppo a Gaza, mortali nemici non faranno alcun passo indietro.
Avviso di sfratto per il premier Sunak con la disfatta alle amministrative in Inghilterra e Galles. Le politiche sono dietro l’angolo e il voto forse sarà anticipato. Allo spoglio di 55 consigli su 107 (sul tardi il risultato finale), i conservatori hanno perso 228 ‘consiglieri comunali’ in tutto il paese, rispetto a un incremento laburista di 99.
Europa-Cina, rapporti commerciali, concorrenza leale o guerra? La prossima visita del leader cinese Xi Jinping a Parigi col Presidente Macron che parla tanto/troppo di guerra in Ucraina. Xi s’incontrerà anche con Ursula von der Leyen, con l’Unione Europea che a sua volta rincorre una sempre maggiore produzione di armi e munizioni.
Sul tappeto, i rapporti commerciali, per un accordo a regolarli, o per la guerra e colpi di protezionismo e dazi, sul modello americano. Che poi, a guardare bene, è il concorrente più pericoloso e pure sleale.

