Ursula von der Leyen in Uruguay per sottoscrivere l’accordo tra Ue e Mercosur, il mercato comune dei paesi del Sudamerica (Brasile-Argentina-Perù-Bolivia –Uruguay-Paraguay). Primo atto importante del suo secondo mandato esibito come un segno di forza, che nasconde tutta la debolezza della sua leadership.
Ho letto con grande interesse l’articolo di Elena Basile uscito oggi sul Fatto quotidiano con il titolo L’occidente è in guerra, il dissenso ora si unisca.
Senza voler fare torto all’articolazione dei ragionamenti ivi contenuti, mi pare di poter affermare che il centro dell’articolo – e della proposta politica ivi contenuta – si possa riassumere nella seguente affermazione: “È essenziale il contrasto alla guerra in nome della giustizia sociale, di politiche statali che limitino la belva sfrenata del mercato capitalista, degli interessi delle oli
L’offensiva jihadista sostenuta da Ankara fa riesplodere il conflitto siriano. ‘Iribelli jihadisti siriani che da ieri controllano la città di Hama, stanno ora avanzando verso sud verso la città di Homs, a nord di Damasco’, segnala l’Ansa.
I soldati israeliani hanno aggredito sessualmente le donne palestinesi per decenni. Ora stanno parlando
I giornalisti che documentano le violenze contro le donne palestinesi sostengono che dal 7 ottobre le aggressioni da parte dei soldati israeliani sono state così numerose da infrangere il silenzio che un tempo accompagnava le violenze.
La feroce guerra a Gaza ha stabilito un altro, drammatico, record. La Striscia assediata “ospita il più grande gruppo di bambini amputati della storia moderna”. Lo ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, in occasione di una conferenza al Cairo lunedì scorso. E la notizia c’è messo giorni a uscire dalla nebbia giornalistica che sembra coprire quella parte di mondo e quella somma di orrori umani e politici.
Crisi in Francia: Macron parla alla nazione e dopo aver promesso un generico ‘governo di interesse generale’, dichiara che non ha alcuna intenzione di dimettersi come chiesto da più parti politiche. “Resterò fino alla fine del mio mandato”. Mentre il Paese in grave crisi dovrà per ora accontentarsi di un incerto “governo di non sfiducia” nel pieno di una grave crisi economica e sociale.

