Siria. «Il cambio di regime implica la ricostruzione dello stato, della società civile e di quella politica in un Paese ridotto a condominio militare di grandi potenze e di mille fazioni» la lucida premessa di Alberto Negri, mentre il Manifesto avverte: «La vecchia spartizione della Siria non ha retto, è già iniziata la nuova».
L’Europa mercante, di fronte alla rischiosa disgregazione di un Paese chiave del Medio Oriente, nuova Libia, si preoccupa dei profughi che spera di poter rimpatriare. Israele intanto se ne ruba un altro pezzo.
Assoluzione senza processo per l’Hts di Al-Jolani tolta dalla lista dei terroristi internazionali
La crisi Stellantis sembra essere esplosa come una bomba ad orologeria, dopo le dimissioni “dorate” dell’amministratore delegato Carlos Tavares. Un secondo dopo sono scattati centinaia di licenziamenti nelle aziende dell’indotto, quasi a voler ricordare al Governo che l’unica strada che la multinazionale vuole percorrere per rimanere qui in Italia è quella degli incentivi.
Avvertimento Usa senza risparmio: 140 tra bombe ad alta precisione e missili contro 75 bersagli in Siria. Tra gli ultimi raid a firma Biden da esibizione di forza: bombardieri B-52, i caccia F-15E Stike Eagles e gli aerei da attacco A-10 Thunderbolt II per colpire, precisa ‘Defense One’, la regione di Badiya, La fascia desertica tra Siria, Giordania, Iraq e Arabia Saudita dove l’Isis cercava di riorganizzarsi. E in cui la presenza di campi di jihadisti mostra quanto poroso fosse il controllo nominale sul Paese da parte di Assad, denuncia InsideOver.
In primavera, dopo mesi di polemiche e di tira e molla tra il governo e le gerarchie militari, il parlamento di Kiev ha approvato una legge che abbassa l’età minima per la mobilitazione a 25 anni e riduce i casi in cui è possibile, per i richiamati alle armi, evitare il fronte.

