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‘Volenterosi’ non suicidi: Londra apre al gas russo

‘Volenterosi’ non suicidi: Londra apre al gas russo

Politica estera

25/05/2026

da Remocontro

Remocontro

 

Il Governo di Keir Starmer ha concesso le licenze commerciali per l’importazione di gasolio e carburante aereo di origine russa, purché siano raffinati in Paesi terzi, sperando di disinnescare la spirale inflazionistica che rischia prosciugare il portafoglio dei consumatori britannici, e la crisi definitiva del suo governo.

Realpolitik

Una decisione presa della Realpolitik ma contro cui i più strenui paladini della causa ucraina puntano il dito in quanto si tradurrebbe in un alleggerimento delle sanzioni a Mosca. Problema da sempre irrisolto, se le stesse sanzioni abbiamo colpito di più il Paese sanzionato o i sanzionatori. Peggio in termini di portata politica la decisione se si considera che Londra è stata tra i più stretti alleati di Kiev

I dati economici su Downing Street

«La guerra in Iran ha generato un effetto boomerang in tutti i mercati energetici del mondo – i prezzi del greggio sono saliti di oltre il 55% – e il blocco dello Stretto di Hormuz rappresenta un grattacapo non di poco conto per il Governo di Sua Maestà», sottolinea Guglielmo Calvi. Problema principale le forniture di carburante aereo, se si considera che il 65% di esso arrivava attraverso la navigazione del Golfo Persico prima dell’inizio delle ostilità. Altro tasto dolente è l’importazione di diesel, il quale arriva oltremanica dopo essere stato raffinato in Medio Oriente e in India transitando da Hormuz.

Il trucco per avere una scusa

Alla fine Downing Street ha autorizzato l’importazione di petrolio russo, a patto che non sia lavorato all’ombra del Cremlino. «Una toppa da mettere a un tessuto economico-produttivo sempre più lacerato da un’inflazione galoppante che erode il potere d’acquisto dei consumatori, tanto che il Cancelliere dello Scacchiere (omologo del nostro ministro dell’Economia) Rachel Reeves si sta battendo per trovare un accordo con le grandi catene di distribuzione al fine di calmierare il costo del carrello della spesa, rendendo i prezzi di beni primari come pane, latte e uova più accessibili».

Il gioco di equilibrio tra le polemiche

A poche ore dall’annuncio delle licenze per l’importazione di ‘oro nero russo’, sono fioccate le critiche dalle file dell’opposizione. Ma i colpi arrivano anche dal fuoco amico, dalla maggioranza liberal progressita colpita quasi a morte dal recente voto amministrativo. Emily Thornberry, presidente della commissione Affari Esteri:  «il popolo ucraino si sentirà profondamente deluso e che l’allentamento delle sanzioni sarebbe percepito come un cedimento nel sistema di protezione eretto dall’esercito dei volenterosi».

Di necessità virtù

Starmer ’ ha telefonato a Zelensky per rassicurarlo: «l’impianto delle sanzioni non cambia e che il Regno Unito sarà sempre al fianco dell’Ucraina nella guerra contro la Russia». Ma nel blocco occidentale, fino a qualche tempo fa, il ritorno all’impiego delle risorse russe era un’eresia e non a caso Starmer aveva aspramente contestato al presidente degli Stati Uniti Donald Trump l’esenzione dalle sanzioni per il greggio trasportato via mare. Oggi si trova a seguirne le in parte le orme.

Se la crisi ti colpisce in casa tutto cambia

Segnali che danno a intendere quanto sia difficile mantenere una postura di boicottaggio dei prodotti russi quando le crisi energetica ed economica rischiano di mettere in ginocchio interi comparti economici. Il pragmatismo, gioco forza, prevale.

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