16/02/2026
da Remocontro
‘Ultimatum a senso unico, ma con galateo’ titola il manifesto, attribuendo in maniera indiretta il massimo di ‘maleducazione politica’ a Trump e Vance. «Nel giorno di San Valentino, Marco Rubio ha dichiarato enfaticamente che Usa e Europa sono fatti per stare insieme ma, fra le righe, il suo discorso di Monaco è somigliato alla missiva di un ‘toxic boyfrien’», colpisce Luca Celada. Che poi spiega: «Il segretario di Stato ha tentato di dare alla dottrina del neo dominio americano, uno smalto politologico». Ma quella degli Usa di Trump è la banale, antica e rozza legge del più forte.

‘Belong together’
Marco Rubio ha dichiarato enfaticamente che Usa e Europa sono fatti per stare insieme (belong together) ma, fra le righe, il suo discorso di Monaco è somigliato alla missiva di un toxic boyfriend. Il segretario di Stato ha tentato di dare alla dottrina Don-roe, del neo dominio americano, uno smalto politologico. Al centro del ripasso storico di Rubio figura l’errore di aver voluto, dopo la guerra fredda, «sostituire i mercati alle nazioni».
Basta ordine internazionale basato su regole
Ed ecco che la vecchia idea di diritto internazionale («rules-based global order») alla base della antiche e storiche democrazia europee, del Rubio e il nuovo vertice amministrativo statunitense, diventa «altamente sopravvalutato». Ed ecco la dicotomia, fra liberismo e nazionalismo, senza mediazioni o sconti tra loro, per intendersi. Tutto e subito. Tradotto il cortese Rubio, letto con attenzione, scopriamo che la Nuova America Maga sta smantellando Onu e accordi e regole internazionali, «per un sano ritorno ai naturali impulsi nazionalisti che hanno funzionato così bene per 5000 anni». Beh, sì. Forse con qualche guerra in più persino di oggi. Ma per fortuna ‘noiu’ -loro-, hanno il Santone pacificatore in casa con la sua nuova fabbrica di paci a gettone, per ora ancora nella fase di collaudo.
Nuovo sceriffo, ma con modi meno ICE
Un anno fa, allo stesso congresso, JD Vance aveva annunciato l’arrivo di ‘un nuovo sceriffo’. «Di contro, Rubio ha ricevuto plausi per il cambio di stile ma il suo discorso ha contenuto la stessa visione anacronistica e profondamente antimoderna promossa dal suo paese, virato in potenza nazional-populista». Ed ecco che l’America, in questa audace giravolta, per Rubio diventa madre di America «eterna figlia d’Europa». Frase pericolosa cercare di che un certo mondo e certe persone potrebbero avere come madri.
Il ministro Usa cita ma dimentica
«Ecco quindi l’elogio di Mozart e Beethoven, Dante e Shakespeare, Michelangelo, Da Vinci e la Cappella Sistina. Poi il debito originario ai fondatori europei: Colombo scopritore, inglesi domatori di praterie, francesi esploratori e cavalieri spagnoli, fino ai Tedeschi che in America hanno portato la birra. Un catalogo suprematista per omissione, da cui sono spariti nativi, afroamericani, ispanici e tutte le sfaccettature del crogiolo americano». La rimozione è stata particolarmente stridente nella bocca del ministro figlio di immigrati cubani (ma, ha rassicurato, due secoli fa gli antenati erano andalusi e piemontesi!). Il suo discorso è parso intriso della negazione caratteristica di certa élite latinoamericana, un’operazione antitetica alla recente gioiosa auto affermazione del ‘cugino portoricano Bad Bunny’».
Gli eterni ‘buoni del mondo’
E nella narrazione sono rientrati come un mantra i «valori cristiani» e la «minaccia alla civiltà» rappresentata dall’ «immigrazione di massa», riproposta eufemistica della sostituzione etnica insinuata, per carità, con grande galateo. Le buone maniere del segretario di stato a cercare di attenuare le immagini che da Minneapolis e da altre città sono il volto vero della politica dall’estremismo sovranista e dalla retorica delle «nobili civiltà». «Scusate l’insistenza, a volte un po’ rozza, ma noi a quel futuro ci teniamo», ha detto Rubio, sempre con forma più garbata rispetto alle minacce grossolane di Vance l’anno scorso, ma il senso è rimasto quello di un ultimatum a senso unico, se vi va unitevi altrimenti…»
Strategia minacce e lusinghe
‘Good cop, bad cop’, l’alternanza fra minacce e lusinghe per ottenere l’esito desiderato negli interrogatori di polizia. «L’eterno figlio d’Europa intende insomma imporre anche agli antenati ‘l’ordine ferreo della forza’, bloccare ogni politica ambientale («non appagare il culto del clima» come ha detto Rubio) e combattere la tecnofobia (traduzione: mantenere internet americano). Il programma è questo –ribadisce Calada-, libero (si fa per dire), di scegliere se seguirlo con le buone o con le cattive. Mentre di fatto non cessano i contatti strategici fra il dipartimento di Stato ed i partiti dell’estrema destra. «La promozione, in sostanza, di cambi di regime in nazioni alleate».
E la guerra torna nobile
La guerra come strumento privilegiato a difesa di «una grande civiltà che ha tutte le ragioni per essere orgogliosa della propria storia, fiduciosa nel proprio futuro e che mira a essere sempre padrona del proprio destino economico e politico». E Rubio offre il dettaglio, quasi in conto della spesa. «Dai missili sull’Iran («14 bombe lanciate con precisione dai nostri B-2»), Somalia e Nigeria, del trionfo di Trump alla Knesset, del rapimento Maduro e l’assedio a Cuba, le flotte offensive nei Caraibi e nel Golfo Persico, della campagna groenlandese a cui, ancora venerdì, Trump assicurava di ‘stare lavorando’». C’era qualche logica per certi ‘sospiri di sollievo Ue per il dopo Rubio? Giudicate voi.
Mentre, una parte di America che ancore esiste e potrebbe persino cancellare tra non molto questa vergogna della storia, torna ad esistere. Voci, che come quella di Alexandria Ocasio Cortez, anche lei a Monaco, che lancia l’allarme su di un mondo spartito e sottomesso da despoti votati alla sopraffazione e da una ‘pluto-oligarchia’ ricca e potente come stati-nazione.

