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Usa-Ue ai ferri corti: ‘Strumento Anti-Coercizione’ contro Trump

Usa-Ue ai ferri corti: ‘Strumento Anti-Coercizione’ contro Trump

Politica estera

18/01/2026

da Remocontro

Remocontro

Trump annuncia dazi agli europei, ‘in Groenlandia un gioco pericoloso’. «Strumento Anti-Coercizione (Aci) la risposta dell’Unione europea ai dazi di Trump, ‘interferenze indebite tramite misure o minacce che colpiscono il commercio o gli investimenti per condizionare scelte politiche’». Stati Uniti di Trump fuori misura sul fronte Groenlandia.

«Opzione nucleare» dell’Ue

Lo’ Strumento Anti-Coercizione’ non è mai stato attivato dopo la sua introduzione nel 2023. Nei dettagli della norma di legge, contromisure per far cessare la pressione, ottenere risarcimenti e rafforzare il coordinamento internazionale contro tali pratiche. Le contromisure economiche sono considerate solo come ultima risorsa, soggette a condizioni di necessità e proporzionalità.

Reazione come

La misure di contrasto sono progettate per essere «mirate, temporanee e con impatto minimo sull’economia dell’Ue». La gamma di opzioni è ampia per consentire risposte efficaci e include: «restrizioni su import/export di beni e servizi, limitazioni agli investimenti diretti esteri e ai diritti di proprietà intellettuale, restrizioni all’accesso agli appalti pubblici Ue e all’immissione sul mercato di prodotti regolamentati». «Il meccanismo opera combinando poteri di esecuzione e delegati per garantire flessibilità e rapidità»

Misure quanto

«La fase di determinazione di un atto di coercizione spetta al Consiglio, che agisce su proposta della Commissione. La successiva adozione di misure di risposta è di competenza della Commissione, assistita da un comitato di Stati membri. In specifici casi (per esempio norme di origine) si utilizzano atti delegati, coinvolgendo anche il Parlamento Europeo. Il processo prevede il coinvolgimento delle parti interessate per valutare l’impatto delle misure e un obbligo di informazione costante del Parlamento e del Consiglio».

‘Caso politico’ di grave portata

Arroganza planetaria inaccettabile. Tariffe del 10% a Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda e Finlandia da febbraio, al 25% da giugno, ‘finché non verrà raggiunto un accordo per l’acquisto completo e totale’ dell’isola: ‘Fanno un gioco pericoloso’. Macron: ‘Inaccettabili minacce’. Starmer attacca. Tre grandi partiti Ue – Ppe, S&D, Renew – chiedono la sospensione dell’accordo Ue-Usa sui dazi. L’Ue ha deciso la risposta teorica, per ora come avvertimento.

Antiamericanismo diffuso

Trump sempre più modello Natanyahu. In Danimarca e in Groenlandia a migliaia sono scesi in piazza per lanciare un messaggio netto a Donald Trump: ‘giù le mani dall’isola dei ghiacci’. Uno scatto d’orgoglio, dopo settimane di minacce. ‘Make America Go Away’ – rivisitazione di quel Make America Great Again diventato il marchio Maga – si è imposto tra gli slogan preferiti dai manifestanti, che si sono dati appuntamento al municipio di Copenaghen per poi sfilare fino all’ambasciata americana.

L’Ue con un po’ di dignità

Forte l’irritazione soprattutto dei Paesi colpiti: «Le minacce sono inaccettabili», ha dichiarato il francese Macron, come la Germania che ha annunciato «risposte adeguate al momento opportuno». Persono i cugini britannici reagiscono: «Una misura completamente sbagliata», ha commentato il britannico Keir Starmer. Boccheggiante il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Alleanza è in grande impasse e l’ipotesi di un’operazione di sicurezza alleata nell’Artico – e quindi in Groenlandia – sulla falsa riga di quanto accaduto nell’Est Europa, con Sentinella Est, e nel Baltico, con Sentinella Baltica, viene definita come ‘prematura’. Di fatto, improponibile.

Nato europea contro la Nato Usa?

Il generale Usa Alexus Grynkewich, che è anche il Comandante dei militari statunitensi in Europa a muoversi il ‘commander in chief’. Assurdo e scelta politica Usa sconclusionate e patologica. Le manifestazioni hanno «l’obiettivo di inviare un segnale chiaro e unificato di rispetto per la democrazia e i diritti umani fondamentali». Mentre i tre grandi partiti Ue chiedono lo stop all’accordo sui dazi con Usa.

  • Dopo il presidente del gruppo Ppe al Parlamento Europeo, Manfred Weber, anche Iratxe García Pérez, leader di S&D, e Valérie Hayer, presidente del centrista Renew, chiedono la sospensione dell’accordo Ue-Usa sui dazi. «Dobbiamo agire subito: sospendere i negoziati sull’accordo commerciale Ue-Usa e attivare lo strumento anti-coercizione». «Riunione d’emergenza dei 27 ambasciatori Ue sui dazi».
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