25/10/2026
da Il Manifesto
Prova a prenderli Tanti e ovunque, in tutte le grandi città, ragazze e ragazzi sono tornati a prendersi uno spazio che è loro, lo spazio pubblico che nessun governo può vietargli
Tanti e ovunque, in tutte le grandi città, ragazze e ragazzi sono tornati a prendersi uno spazio che è loro, lo spazio pubblico che nessun governo può vietargli. Perché non ne ha il diritto e soprattutto perché, come si è visto, non ci riesce. Il protagonismo dei giovani che per una settimana si è provato a cancellare per decreto e a nascondere sotto tonnellate del più banale perbenismo, evidentemente è qui per restare.
È la migliore notizia per questo Paese che ha un governo vestito di autoritarismo e un’opposizione che non sa cosa mettersi. Perché quando i principi fondamentali della democrazia sono messi in discussione – la libertà di riunirsi e manifestare, la libertà di dissenso, persino la libertà personale – l’unico modo efficace per difenderli è quello di esercitarli comunque, quei diritti. Malgrado tutto.
Serviva coraggio e serviva fantasia nell’organizzazione, li abbiamo visti. Così come abbiamo ascoltato negli slogan determinazione e fiducia nelle proprie ragioni. Tanto radicate da spingere migliaia di giovani a debuttare sulla scena politica e a sfidare gli ordini del fortino di palazzo Chigi che nelle strade di ieri avevano il peso delle cariche, degli idranti e dei manganelli. Accanimento inutile, perché chi è tornato a manifestare ieri, malgrado lo scenario di guerra costruito attorno, tornerà ancora. Fino a che non sarà ascoltato.
E ce ne sarà bisogno, perché quello che abbiamo visto all’opera – prima che i cortei si formassero, sorprendendo sorveglianti e pessimisti – è stato un apparato repressivo della peggior specie. La specie preventiva, per cui centinaia di ragazzi sono stati bloccati e allontanati dai cortei senza accuse ma in applicazione di un editto di emergenza emanato allo scopo: il fermo esteso ai minorenni.
Scene a metà tra la dittatura sudamericana e Minority report: ti impedisco di esercitare un tuo diritto perché mi sembri sospetto.
Ma alla fine non ci sono stati saccheggi né violenze (se non dalla parte delle divise); dunque o crediamo che i (pochi) violenti siano stati tutti neutralizzati per tempo senza che ne sfuggisse alcuno, oppure continuiamo a pensare che non sia una felpa, o una pelle, nera a fare di una persona un colpevole. Continuiamo a pensarci una democrazia.

