26/03/2026
da La Notizia
Ucraina, Trump scarica Zelensky: per il Washingont Post il Pentagono valuta di dirottare le armi destinate a Kiev verso il Medio Oriente
Malgrado sia sparito dalle cronache, il conflitto in Ucraina non è affatto terminato. Anzi di ora in ora peggiora la situazione per le truppe di Volodymyr Zelensky, sempre più abbandonate sole a sé stesse dal presidente americano, Donald Trump, che in queste ore sta valutando di dirottare l’invio di armi destinate a Kiev verso il Medio Oriente dove infuria il conflitto con l’Iran.
A raccontarlo è il Washington Post che mette in evidenza le difficoltà degli Usa contro il regime degli ayatollah, rivelando che il Pentagono sta valutando la possibilità di inviare in Medio Oriente le armi destinate all’Ucraina per sopperire alla carenza, sempre più evidente, delle scorte di munizioni. Tra le armi che potrebbero finire nell’area del Golfo ci sono i missili intercettori per la difesa aerea, tra cui i sistemi Patriot e Thaad (Terminal High Altitude Area Defense), che vengono ordinati tramite il programma Purl avviato lo scorso anno dalla Nato, che prevede l’acquisto di armi americane per Kiev.
Ucraina, Trump scarica Zelensky: per il Washingont Post il Pentagono valuta di dirottare le armi destinate a Kiev verso il fronte mediorientale
Interpellato dal Washington Post, un portavoce del Pentagono ha detto molto chiaramente che il dipartimento della Difesa “garantirà che le forze americane e quelle dei nostri alleati e partner abbiano quello di cui hanno bisogno per combattere e vincere”. Una dichiarazione che, però, non spiega come gli Stati Uniti potranno gestire più fronti simultaneamente.
Ma non è tutto. Il prestigioso quotidiano statunitense, citando due diplomatici europei, fa notare come nei leader Ue crescono le preoccupazioni per il rapido consumo di munizioni da parte di Washington che potrebbe ritardare i loro ordini e interrompere le consegne di sistemi missilistici all’Ucraina nell’ambito del Purl.
“Stanno consumando munizioni a ritmi vertiginosi, quindi ora ci si interroga su quante ne continueranno a fornire nell’ambito dell’accordo”, ha detto uno dei diplomatici sentiti dal Washington Post. Secondo una fonte a conoscenza dei calcoli interni del Pentagono, le consegne Purl probabilmente continueranno, ma i fururi invii difficilmente includeranno sistemi di difesa aerea che, come noto, sono quelli che stanno rallentando l’avanzata della Russia di Vladimir Putin e che stanno tenendo relativamente al sicuro la popolazione ucraina.

