12/10/2026
da Remocontro
Nel terzo anniversario dell’attacco di Hamas del 7 ottobre, le Forze di Difesa Israeliane, l’IDF, hanno pubblicato un breve rapporto sulle operazioni condotte su tutti i fronti. Cisgiordania, Libano, Siria, Yemen e Iran. Dati militari ovviamente senza alcuna possibilità di riscontro terzo.
Dopo Hamas, che Netanyahu sapesse o meno
Complessivamente, dall’inizio della guerra, l’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito circa 100.000 obiettivi: 65.000 nella Striscia di Gaza, 28.000 tra Libano e Siria, 4.500 in Iran e 80 in Yemen. Il dato più impressionante che emerge è che i due terzi degli obiettivi colpiti in tre anni di guerra si trova a Gaza, la cui estensione limitata (10 chilometri per 40), spiega la portata delle devastazioni che hanno devastata la Striscia. Contro Israele sono stati lanciati circa 31.500 tra razzi e missili: 20.000 dal Libano, 10.200 da Gaza (di cui almeno 5.000 solo il 7 ottobre 2023), 1.200 dall’Iran, 90 dallo Yemen e 50 dalla Siria.
Israele bersaglio
Ovviamente i numeri non spiegano la differenza di danni provocati da un razzo Kassam di piccole dimensioni lanciato da Hamas e un missile balistico iraniano con testate da centinaia di chili. L’IDF non ha specificato quanti droni e missili siano stati lanciati dall’Iraq verso Israele nel corso del conflitto. Le cifre fornite dalle IDF non includono i razzi — stimati da Israele nell’ordine di alcune migliaia — lanciati dai gruppi terroristici di Gaza che hanno avuto un malfunzionamento ricadendo all’interno della Striscia, quelli lanciati da Hezbollah che sono caduti in Libano e i missili balistici lanciati dall’Iran che non hanno raggiunto Israele.
Le vittime secondo Israele
La guerra tra Israele e Hamas ha causato oltre 74.200 vittime a Gaza – di cui più di 1.400 dopo il cessate il fuoco dell’ottobre 2025 – secondo il Ministero della Salute gestito da Hamas; tale bilancio, tuttavia, non distingue tra combattenti e civili. Fonti mediche di Gaza hanno riportato il 7 ottobre che il bilancio delle vittime palestinesi nella Striscia è di 74.250 morti e 175.278 feriti dal 7 ottobre 2023. Dall’entrata in vigore dell’accordo di tregua a Gaza l’11 ottobre 2025, si contano 1.467 morti e 5.161 feriti negli attacchi israeliani. I dati, come riporta il Times of Israel, le IDF ritengono che le cifre complessive fornite da Hamas siano sostanzialmente corrette.
Due-tre civili uccisi per ogni ‘terrorista’
I militari israeliani stimano che, per ogni terrorista ucciso, siano morti tra i due e i tre civili. Secondo Israele Hamas ha integrato le proprie infrastrutture militari in aree civili, tra cui abitazioni, ospedali, moschee e scuole. L’IDF ha dichiarato di aver ucciso oltre 24.000 combattenti a Gaza e circa 1.600 terroristi all’interno del territorio israeliano durante l’attacco del 7 ottobre. Secondo i dati dell’IDF, dall’attacco del 7 ottobre l’esercito ha eliminato quattro leader dell’ala militare di Hamas, 17 comandanti di brigata (o di grado equivalente), circa 30 comandanti di battaglione e circa 300 comandanti di compagnia. Ma il gruppo “continua a tentare di ricostruirsi e riarmarsi”.
Gaza e Cisgiordania militari
Gaza rimane divisa in due tra aree controllate da Israele e aree controllate da Hamas; i colloqui per ottenere il disarmo di Hamas e la ricostruzione del territorio hanno registrato ‘progressi limitati’, ammette l’IDF, che ha via via esteso il proprio controllo nella Striscia durante il cessate il fuoco, passando da un iniziale 53% all’attuale 63% circa. L’IDF presidia circa 40 postazioni militari nella porzione di Striscia sotto il suo controllo. In Cisgiordania, dal 7 ottobre, ammette l’arresto di 45.000 palestinesi per interrogarli, inclusi terroristi che pianificavano attacchi. Dall’inizio della guerra, più di 1.100 palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane o dai coloni.
Le perdite israeliane dichiarate
Dall’inizio della guerra, il 7 ottobre, sono rimasti uccisi complessivamente 970 tra soldati, riservisti e membri delle forze di sicurezza locali, mentre altri 6.424 sono rimasti feriti. Secondo i dati dell’IDF, 472 di loro sono stati uccisi e 3.004 feriti durante l’offensiva di terra a Gaza. Quindi quasi la metà delle perdite israeliane sono state registrate nella Striscia di Gaza a conferma delle difficoltà insite nei combattimenti in ambiente urbano. Tra i 970 soldati caduti, 85 hanno perso la vita a causa di fuoco amico o altri incidenti legati alle operazioni militari durante la guerra. Circa il 63% di loro è in cura per disturbi psicologici da stress post-traumatico, ansia, e depressione.
Stress post traumatico e riabilitazione
Il Ministero della Difesa ha reso noto che, dall’inizio della guerra, oltre 30.000 soldati e membri delle forze di sicurezza feriti hanno richiesto assistenza per la Riabilitazione. Il Ministero ha dichiarato che il numero totale di feriti di tutte le guerre di Israele assistiti ha raggiunto quota 91.200 e prevede che supererà i 100.000 entro il 2028, con circa la metà dei soggetti che dovrà affrontare problemi di natura psicologica. Il Dipartimento per la Riabilitazione si occupa dei veterani feriti provenienti da tutti gli organi di sicurezza israeliani. Secondo il ministero, tra i feriti dall’inizio della guerra del 7 ottobre, 63 hanno subito un’invalidità superiore al 100%
Riservisti e richiamati alle armi
Centinaia di migliaia di riservisti sono stati richiamati in servizio durante la guerra. L’IDF ha affermato che, negli ultimi tre anni, sono state istituite anche nuove unità dell’esercito regolare per ridurre il carico sulle forze di riserva. Quest’anno si prevede che i riservisti impiegati in combattimento prestino servizio per una media compresa tra gli 80 e i 100 giorni, a fronte della stima iniziale di 55 giorni, “a causa dell’evolversi delle esigenze operative”. Il Capo di Stato Maggiore dell’IDF: “Una delle lezioni più importanti dal 7 ottobre è la necessità di ampliare il margine di sicurezza. Dobbiamo strutturare le forze dell’IDF per affrontare sfide e minacce su più fronti”.
- Dati, come già detto senza possibilità di riscontro terzo, mentre le IDF non hanno fornito dati sul numero di mezzi e velivoli distrutti o danneggiati dal nemico né sui danni inflitti alle proprie basi dai missili balistici e i droni lanciati dagli avversari. Numeri significativi da occultare.

