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Tra un po’ voleranno soltanto i prezzi

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Economia

02/05/2026

da Remocontro

Remocontro

Le compagnie aeree hanno già cancellato 12mila voli previsti a maggio, per un totale di 2 milioni di posti. Uno dei ‘regali’ della guerra all’Iran. Voli rari e molto più cari, con i conti generici di casa in Italia, stangata sui prezzi da 1.000 euro a famiglia

-12mila voli a maggio, vacanze a rischio

Le compagnie aeree hanno cancellato 12mila dei voli previsti a maggio, per 2 milioni di posti, segnala il Financial Times. Primo effetto della guerra in Medio Oriente: il prezzo del combustibile è aumentato dell’84 per cento (cioè è quasi raddoppiato) dall’inizio della guerra. Con le Compagnie che cercano di far pagare la crisi solo agli utenti: cancellare i voli oppure ridurne la capacità ricorrendo ad aerei più piccoli, che consumano meno carburante ma possono trasportare meno persone. Reuters ha spiegato che per il momento il problema è economico, più che a una carenza di carburante.

Tutti a terra

Il numero totale di posti disponibili a maggio è sceso a 130 milioni dai 132 milioni di ad aprile. Le compagnie che ne hanno cancellati di più sono state la tedesca Lufthansa, che aveva annunciato la cancellazione di 20mila di quelli previsti fino a ottobre; la turca Turkish Airlines, che ne ha cancellati 3mila a maggio; e la cinese Air China, che ha ridotto soprattutto i collegamenti interni. La riduzione dei posti e dei voli è dipesa anche dalla chiusura temporanea degli aeroporti nei paesi del Golfo Persico, dove prima della guerra faceva scalo un terzo dei voli dall’Europa all’Asia.

Voli avari e aerei piccolini

La compagnia emiratina Etihad, su alcune rotte è passata dagli Airbus A350, che hanno 400 posti, ai Boeing 787, che ne hanno tra i 220 e i 300. La riduzione dei voli da e per il Golfo ha avuto l’effetto di aumentare la richiesta su altre rotte, che non passano da lì. Ed ecco che la francese Air France è passata ad aerei più capienti per la tratta per Mumbai, in India, mentre la già citata Air China per quella tra Londra e Pechino. Alcune compagnie scandinave con voli per l’Asia, come la finlandese Finnair, dichiarano che le loro prenotazioni sono aumentate, generando ricavi. L’Asia è stata finora la zona del mondo più colpita dalla crisi aerea, perché maggiormente dipendente dalle esportazioni di petrolio e gas naturale dai paesi del Golfo, impedite dal blocco dello stretto di Hormuz.

  • Il Financial Times spiega che il rischio, in prospettiva, è che le compagnie europee cancellino più voli per l’Asia per il timore di faticare a fare rifornimento una volta lì. Non siamo ancora in questa fase, ma non ci sono progressi sulla riapertura dello stretto.

Voli cancellati in largo anticipo

Il governo britannico ha introdotto una misura che potrebbe venire replicata altrove, in vista della stagione estiva in cui le persone viaggiano di più per le vacanze. Consentirà alle compagnie di cancellare i voli con settimane d’anticipo. L’obiettivo della misura britannica è incentivare le compagnie a razionalizzare i voli, accorpandoli, e dare loro la possibilità di spostare i passeggeri da un volo all’altro con la stessa destinazione.

Benzina già sul rientro del 1° maggio

La riduzione del taglio delle accise da maggio si è scaricato sul prezzo della benzina che è già pesato sugli automobilisti in rientro dal ponte del primo maggio. Ma questo è solo l’ultimo effetto dell’impatto che la guerra in Iran ha sui prezzi, con un costo che il Codacons ha calcolato sfiora i 1.000 euro annui per famiglia. Da febbraio ad oggi sono aumentati del 38% i combustibili liquidi, del 13% il gas, di oltre il 18% i biglietti aerei.

Il conto della spesa

  • «La crisi in Medio Oriente ha determinato uno tsunami sui prezzi al dettaglio – spiega il Codacons – causato in particolare dai rialzi dei carburanti che hanno reso più costoso non solo spostarsi in auto o viaggiare, ma anche trasportare la merce in Italia, con effetti diretti sui listini di negozi e supermercati. Il conto di tale situazione si fa sempre più salato: ai livelli attuali dei prezzi una famiglia media deve mettere in conto una maggiore spesa, a parità di consumi, di 926 euro su base annua».
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