ATTUARE LA COSTITUZIONE PER CAMBIARE L'ITALIA

ATTUARE LA COSTITUZIONE PER CAMBIARE L'ITALIA

ATTUARE LA COSTITUZIONE PER CAMBIARE L'ITALIA

Strana Europa che litiga con chi parla a Putin di pace

Strana Europa che litiga con chi parla a Putin di pace

Politica estera

29/10/2026

da Remocontro

Rem

Vicenda su cui riflettere: lo strano caso della telefonata a Putin arrivata da Oslo e Helsinki. I leader Støre e Stubb hanno contattato il Cremlino, chiedendo la fine della guerra in Ucraina e la ripresa dei negoziati. L’irritazione di Italia e Danimarca: «iniziativa non coordinata, in Europa non c’è accordo su chi debba rappresentare gli interessi comunitari nel processo di pace». Ma sui preparativi di guerra col riarmo, non si discute.

Nella paralisi Ue, Oslo e Helsinki ci provano

La Norvegia e la Finlandia si inseriscono nei tentativi diplomatici di convincere Vladimir Putin a porre fine alla guerra in Ucraina, e invece di raccogliere plausi, fanno arrabbiare agli altri Ue prigionieri della politica estera si Ursula Von der Leyen e dell’estone Kallas. Da parte loro, nulla di eclatante. Soltanto una telefonata  con il presidente del Paese confinante Vladimyr Putin. Una chiamata di novanta minuti. «La discussione – ha dichiarato Stubb – è stata franca e di sostanza», mentre il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov ha parlato di colloquio «approfondito». Precisando che è avvenuto alla fine della scorsa settimana su iniziativa di Helsinki e Oslo. hanno deciso di telefonare, insieme, al presidente russo (entrambi i Paesi confinano con la Russia).

Negoziati e fine della guerra

Contenuto noti scontati (sperando in qualcosa di più non reso noto): «la guerra deve finire e i negoziati devono riprendere». «La guerra – ha affermato il norvegese Støre – ha enormi costi umani e materiali, la sofferenza e la distruzione avrà impatto su generazioni. Nella telefonata abbiamo sottolineato la necessità di una de-escalation». Nel colloquio i tre leader hanno parlato della ripresa dei colloqui trilaterali a novembre ad Abu Dhabi. Secondo Ushakov, Stubb e Støre «hanno comunicato al nostro presidente il vivo interesse di Zelensky a parlare direttamente con lui». Il Cremlino può immaginare un simile colloquio solo a Mosca, ipotesi respinta da Zelensky, anche se Ushakov assicura che gli sarebbe garantita la massima sicurezza. Comunque, Putin concreto, «un contatto a livello dei leader della Federazione Russa e dell’Ucraina avrebbe senso dopo la conclusione del processo negoziale». I due leader hanno poi chiamato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, mentre è arrivato a Helsinki il ministro degli Esteri di Kiev.

‘Nessuna confusione con l’Europa’

Stubb e Støre hanno voluto precisare di non parlare a nome dell’Europa ma come leader dei propri Paesi. Non è bastato però a placare l’ira della premier danese Mette Fredreriksen che si è detta «molto scettica» lamentando che l’iniziativa «non è stata coordinata con noi altri». L’Europa, ha aggiunto, «deve restare unita anziché agire ciascuno per conto proprio». Unita nel non fare? Anche Roma non è entusiasta. La telefonata, commentano fonti di Palazzo Chigi, «dice soprattutto, e in maniera chiara, una cosa: in Europa non si è ancora trovato un accordo su chi debba rappresentare gli interessi del continente europeo nel processo di pace». Problema è proprio in trovare l’interesse comune che non sia la follia della guerra. «l’Italia sostiene da tempo che bisogna designare al più presto, e in modo condiviso, una o più personalità con un chiaro mandato a parlare a nome dell’Europa». A nome dell’Europa per ottenere cosa?

Mosca ferma, si ripete

Alla fine il premier norvegese ha comunque parlato di «grandi divergenze di vedute». Putin, si legge in una nota diramata dal Cremlino, «ha ribadito che il raggiungimento di una pace giusta e duratura è possibile solo tenendo conto pienamente dei legittimi interessi della Federazione russa». Sostenendo che sono «le politiche ostili di Ue e Nato che provocano il prolungamento della guerra».

share