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Stato dell’Unione: diritto di voto da negare a donne e minoranze

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Politica estera

26/02/2026

da il Manifesto

Marina Catucci

American Psycho Il presidente spinge l’approvazione del Save America Act. De Niro: «È un nemico degli Usa»

Il discorso di Donald Trump sullo stato dell’Unione ha avuto più i toni di un comizio elettorale che quelli di una relazione del capo dell’esecutivo volta a delineare la situazione della nazione e a stabilire le priorità per l’anno a venire. Nel corso di un’ora e 48 minuti di orazione Trump ha spesso spinto con forza affinché il Congresso approvi il Save America Act, una legge che obbligherebbe gli elettori a presentare un documento d’identità al momento del voto e una prova di cittadinanza al momento della registrazione, come il passaporto o il certificato di nascita. Questa proposta di legge viene presentata dal Gop come un modo per combattere le frodi elettorali, mentre i democratici sostengono che, se approvata, potrebbe privare del diritto di voto decine di milioni di americani.

SAVE È L’ACRONIMO di Safeguard American Voter Eligibility Act, ma, nonostante le belle parole, rappresenterebbe una restrizione del diritto di voto. Circa 21 milioni di cittadini statunitensi non hanno facile accesso alle prove di cittadinanza richieste: circa la metà degli adulti americani non possiede un passaporto, e ottenere i documenti necessari può essere costoso e laborioso.

«Vi chiedo di approvare il Save America Act – ha dichiarato Trump durante il suo discorso – per impedire agli immigrati clandestini e ad altre persone senza permesso di votare nelle nostre sacre elezioni americane. Gli imbrogli sono dilaganti nelle nostre elezioni».

Nonostante le dichiarazioni del presidente, i brogli elettorali negli Usa sono estremamente rari. Secondo uno studio dell’Associated Press condotto in Michigan, ad esempio, nel 2024 solo 15 persone apparentemente non cittadine hanno votato, su 5,7 milioni di voti espressi.

La nuova legge sarebbe inoltre penalizzante per le circa 69 milioni di donne che hanno cambiato cognome dopo il matrimonio e il cui nome sul certificato di nascita non corrisponderebbe a quello riportato sui documenti d’identità attuali. Il provvedimento richiederebbe anche la fine della registrazione online, utilizzata in 42 stati, e del voto per posta: «Niente più schede truffaldine inviate via posta», ha detto Trump allo State of the Union. Se non giustificate da «malattia, disabilità, servizio militare, viaggi».

Attualmente solo il 6% degli elettori si registra di persona, e il nuovo obbligo graverebbe pesantemente su chi vive in zone rurali, a ore di distanza dagli uffici di registrazione.

Tutte le categorie coinvolte in queste restrizioni – elettori a basso reddito, minoranze, giovani, donne – sono fasce elettorali che solitamente votano per i democratici.

TRUMP l’ha presentata come una questione di sicurezza nazionale. In base allo stesso principio, la sua amministrazione sta valutando un nuovo obbligo per le banche Usa: verificare le informazioni sulla cittadinanza dei clienti attuali e futuri, sempre nell’ambito della repressione dell’immigrazione. L’obbligo potrebbe arrivare tramite un ordine esecutivo e la sola ipotesi sta suscitando preoccupazioni. Le banche sarebbero costrette a richiedere ai propri clienti documentazione che include passaporti e prove di cittadinanza, e i dirigenti temono che la mossa sia progettata per costringerli a svolgere un ruolo negli sforzi dell’amministrazione di espellere gli immigrati clandestini.

IL LEADER della minoranza dem al Senato Chuck Schumer ha liquidato il discorso di Trump definendolo un «delirio». Il presidente, ha aggiunto,in una sua «bolla», specialmente per quanto riguarda l’economia. E i sondaggi sembrano dargli ragione: nonostante le roboanti affermazioni di Trump al Congresso sulla florida economia statunitense, la disapprovazione generale secondo i sondaggi è alta, inotrno al 60%.

La risposta più diretta a Trump è arrivata da Robert De Niro, che ha partecipato a un contro-evento, lo State of the Swamp (lo stato della «palude») al National Press Club di Washington, tenutosi contemporaneamente al discorso ufficiale. L’attore ha definito il tycoon un «nemico di questo Paese», un «folle», affermando che la nazione è in uno «stato di pazzia». Ha previsto che Trump «non lascerà mai» l’incarico volontariamente e che bisognerà «costringerlo ad andarsene» attraverso una resistenza organizzata e costante, oltre che con il voto.

DE NIRO ha esortato gli americani a «tenersi pronti a scendere in piazza» per fare pressione sui politici e proteggere la Costituzione. Alla fine del suo intervento è apparso visibilmente emozionato e ha affermato di sentirsi «tradito» dal suo Paese, sottolineando la necessità di «resistere, resistere, resistere» per salvarlo dalla distruzione.

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