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Stati uniti, il Paese che è già un altro

Stati uniti, il Paese che è già un altro

Editoriali

25/10/2026

da Il Manifesto

Roberto Zanini

Quattro anni dopo Il paese che votò nel novembre 2022 non c’è più, è diventato qualcos’altro. Sono cambiati i presidenti, certo. Ma con loro e più di loro è cambiata la trama di cui quel paese era fatto

Gli Stati uniti che hanno votato questa notte, noi non li conosciamo. Crediamo di sì e in effetti possediamo generose quantità di informazioni. Ma come sempre dobbiamo confrontare un esito politico con il suo precedente più prossimo, le scorse elezioni di medio termine.

E il paese che votò nel novembre 2022 non c’è più, è diventato qualcos’altro. Sono cambiati i presidenti, certo. Ma con loro e più di loro è cambiata la trama di cui quel paese era fatto – o pensavamo lo fosse.

Quattro anni fa gli Stati uniti avevano un debito pubblico di circa 30mila miliardi, già allora il più grande del mondo, oggi hanno già superato i 40mila (l’Italia ha un sesto degli abitanti e un dodicesimo di quel debito). Il pagamento degli interessi è la principale voce di spesa americana dopo pensioni e sanità: più della difesa in cui pure eccellono, come sa un bel pezzo di mondo che ne apprezza i prodotti direttamente sulla testa. I mutui casa costano il 7,5%, quattro anni fa erano due punti in meno, l’altro giorno il New York Times ha scoperto che i trentenni americani non possono permettersi di comprare casa e fare figli, «la prima generazione che vede il futuro peggiore di quello dei propri padri» (benvenuti nel club, da queste parti ci eravamo arrivati con i trentenni di trent’anni fa: quelli di oggi non vedono proprio un futuro, però ogni tanto va in pezzi una vetrina e il problema sarà quello).

Quattro anni fa c’era una guerra vera in Ucraina, e decine di paesi alleati degli Usa che le portavano assistenza. Ora c’è la guerra in Ucraina, la guerra in Iran, c’è sempre Gaza, c’è il Venezuela a cui hanno sequestrato a mano armata il presidente, c’è Cuba strangolata neanche tanto lentamente… E gli Usa hanno smesso di fornire armi all’Ucraina, ma perché le vendono a caro prezzo all’Europa che le dà all’Ucraina.

Quattro anni fa, Nvidia in borsa valeva 421,5 miliardi che già non era male. Oggi è un behemoth che vale 5mila miliardi, finanzia i suoi stessi clienti che comprano memoria per quel bidone aspiratutto di risorse chiamato Intelligenza Artificiale che risucchia ogni centesimo, approfittando così tanto dell’assenza di regole da diventare il certificatore che le regole non possono esistere. Nvidia compete con i grandi Stati per aggiudicarsi investimenti, e perché non dovrebbe? Vale più del pil di chiunque, Usa e Cina esclusi.

ChatGpt è stato lanciato al pubblico quattro settimane dopo lo scorso midterm, ora è il centro dell’universo tecnologico e finanziario conosciuto, e come ogni buon universo si espande costantemente sulla spinta dell’energia oscura. Il patrimonio di Elon Musk era 219 miliardi quattro anni fa, ora ha superato i mille (ieri stava a 829 miliardi, poveraccio: gli incerti del mercato). Tutti i signori di Big Tech erano in prima fila al giuramento del presidente Trump, il più grosso entrò anche nel governo, l’inizio visibile di una torsione della democrazia che quel giorno venne annunciata ma oggi si dispiega nella sua potenza, e non ancora in tutta.

Quattro anni fa il gallone di gasolio americano costava 6,50 dollari per causa di Putin, cioè della guerra di qualcun altro. Oggi costa 6,50 dollari per colpa di Trump, cioè della guerra american-israeliana. Ma tranquilli, il greggio Brent allora valeva 93 dollari ma oggi sta a 107, c’è ancora tempo per svenarsi sul pieno.

Quattro anni fa il presidente non aveva l’immunità garantita dalla Corte suprema per qualsiasi cosa facesse, ora ce l’ha. Quattro anni fa i cartelli della droga erano cartelli della droga e terroristi erano terroristi, oggi sono la stessa cosa e gli Usa mitragliano barche in mare aperto e pubblicano i video sul web, siano narcos o pescatori. Quattro anni fa i casi di morbillo negli Stati uniti andavano sui 50 l’anno, oggi sono 5mila e ieri vicino a New York è morto di morbillo il primo bambino da trent’anni.

È una metamorfosi o una mutazione genetica? Con un po’ di fortuna lo capiremo tra poche ore.

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