03/11/2026
da La Notizia
L’uguaglianza formale e sostanziale prevista dalla Costituzione è un indirizzo centrale per una politica progressista alternativa alle destre
Per contrastare le destre occorre un programma politico saldamente fondato sui principi della Costituzione italiana, che ponga al centro la persona, la giustizia sociale, l’uguaglianza sostanziale e la tutela dei beni comuni. La Costituzione non è soltanto un testo normativo, ma anche una fonte di orientamento e progettualità per la società civile. Il passaggio dall’uguaglianza formale, sancita dall’articolo 3, primo comma, a quella sostanziale, prevista dal secondo comma, costituisce un indirizzo fondamentale per una politica progressista capace di offrire una scelta credibile alle destre al governo.
Sana e robusta Costituzione
La Costituzione afferma fin dal primo articolo che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Eppure, per troppe persone, il lavoro ha smesso di essere uno strumento di emancipazione e protezione. È necessario dare piena attuazione all’articolo 36, introducendo un salario minimo legale che assicuri a ogni lavoratrice e lavoratore una retribuzione sufficiente a garantire un’esistenza libera e dignitosa per sé e per la propria famiglia. Restituire dignità al lavoratore significa anzitutto contrastare il lavoro povero e porre un argine al precariato. Occorre limitare l’abuso dei contratti a termine, superare il ricorso a tirocini non retribuiti e contrastare l’uso distorto delle false partite Iva, promuovendo in modo strutturale l’occupazione a tempo indeterminato.
La sicurezza nei luoghi di lavoro deve inoltre costituire un vincolo inderogabile. La persistente tragedia delle morti sul lavoro impone di rafforzare con urgenza l’Ispettorato nazionale del lavoro, prevedere sanzioni rigorose per le imprese che non rispettano le norme e introdurre il reato di omicidio sul lavoro. Infine, per garantire protezione a tutte e tutti nei momenti di crisi, occorre riformare gli ammortizzatori sociali secondo un’impostazione universale, in coerenza con l’articolo 38, integrando il sostegno al reddito con politiche attive efficaci e percorsi di formazione continua.
Il diritto alla salute e quello all’istruzione sono pilastri della convivenza democratica. In attuazione dell’articolo 32, la tutela della salute deve tornare a essere garantita come diritto fondamentale dell’individuo e interesse prioritario della collettività. A tal fine, è indispensabile assicurare risorse adeguate al Servizio sanitario nazionale, contrastare la progressiva privatizzazione della cura, ridurre le liste d’attesa e potenziare in modo capillare la medicina territoriale.
Parallelamente, la scuola pubblica deve essere aperta a tutte e tutti, gratuita e accessibile, in coerenza con lo spirito dell’articolo 34. Ciò richiede investimenti consistenti nell’istruzione, dalla prima infanzia all’università, la riduzione o l’eliminazione dei costi di libri di testo e trasporti per le famiglie a reddito basso e medio e un piano straordinario di edilizia scolastica, affinché gli istituti siano sicuri, moderni e sostenibili. Il diritto allo studio non può dipendere dal reddito familiare: occorre aumentare significativamente le borse di studio e investire nella residenzialità universitaria pubblica, affinché le persone capaci e meritevoli possano raggiungere i livelli più alti degli studi, indipendentemente dalle condizioni economiche di partenza.
La democrazia realizza pienamente il proprio significato quando rimuove gli ostacoli economici e sociali che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, come stabilisce l’articolo 3. La parità di genere non può restare una mera enunciazione di principio: servono misure concrete per ridurre il divario retributivo, garantire la trasparenza salariale nelle imprese e introdurre congedi di maternità e paternità paritari e obbligatori, così da distribuire più equamente i carichi di cura all’interno delle famiglie.
L’uguaglianza si misura anche nella capacità di riconoscere i diritti di chi vive e cresce nelle nostre comunità. Attribuire la cittadinanza italiana alle bambine e ai bambini nati o cresciuti nel nostro Paese che abbiano completato un ciclo di studi, attraverso lo Ius Scholae o una forma temperata di Ius Soli, significa riconoscere una realtà sociale consolidata e dare piena attuazione al principio di appartenenza alla comunità. A questo si aggiunge l’estensione dei diritti civili a tutte e tutti mediante il matrimonio egualitario e l’approvazione di norme efficaci contro i crimini d’odio e ogni forma di discriminazione fondata su genere, orientamento sessuale, etnia o disabilità.
La tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi è oggi sancita dall’articolo 9 della Costituzione, anche a difesa delle generazioni future. Affrontare il cambiamento climatico richiede una svolta decisa: un piano d’investimenti pubblici su vasta scala nelle energie rinnovabili, capace di accelerare la decarbonizzazione, accompagnare la graduale uscita dai combustibili fossili e contribuire al raggiungimento della neutralità carbonica.
La transizione deve tuttavia essere giusta. L’iniziativa economica, in base all’articolo 41, non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale né arrecare danno alla salute o all’ambiente. Le lavoratrici e i lavoratori dei settori industriali ad alto impatto devono essere tutelati attraverso percorsi di riqualificazione professionale e misure specifiche di sostegno al reddito durante la riconversione produttiva. Difendere il territorio significa inoltre tutelare la funzione sociale dei beni comuni, in coerenza con l’articolo 42: dalla gestione pubblica dell’acqua al contrasto del dissesto idrogeologico, fino alla lotta contro il consumo incontrollato di suolo.
Un Paese più equo richiede un sistema fiscale giusto e trasparente. In coerenza con l’articolo 53 della Costituzione, il sistema tributario deve fondarsi sul principio di progressività, affinché ciascuno contribuisca alle spese pubbliche in misura proporzionata alla propria effettiva capacità contributiva. Occorrerebbe rimodulare le aliquote IRPEF per ridurre il carico fiscale sui redditi bassi e medi di lavoratrici, lavoratori e pensionati, accompagnando questa misura con un’azione rigorosa ed efficace contro l’evasione e l’elusione fiscale.
Per finanziare i servizi pubblici e favorire una più equa distribuzione delle risorse, dovrebbe introdursi una tassazione mirata sui grandi patrimoni e sugli extraprofitti speculativi nel settore energetico e finanziario. La giustizia fiscale si completa con la sviluppo della democrazia economica: daremo attuazione all’articolo 46 favorendo la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori alla gestione e agli utili delle imprese, e sosterremo il modello cooperativo e le imprese sociali quali strumenti di uno sviluppo inclusivo e condiviso.

