18/07/2026
da Il Manifesto
Lotta armata Senza mai nominarlo, la presidente del Consiglio difende l’uomo condannato per duplice omicidio. Salvini pensa di candidarlo
Alle 16.40 di ieri pomeriggio Mario Roggero è entrato nel carcere di Bollate, a Milano. Atteso da una folla di cronisti e di sostenitori, all’indomani della strigliata che il Colle ha riservato al ministro della Giustizia Carlo Nordio, l’orafo di Asti ha rincarato la dose: «Mattarella ha graziato uno scafista che ha ammazzato 30 persone, ha graziato Nicole Minetti, penso che dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza».

IL SUO CASO, in tutta evidenza, ha travalicato i confini della cronaca per tramutarsi nel cavallo di battaglia securitario della destra di governo e non. «Sì, hanno fatto quadrato», ha detto Roggero sulla soglia del penitenziario riguardo alle attenzioni ricevute da tutta la maggioranza e da Roberto Vannacci. Ieri mattina la famiglia del gioielliere (condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per aver ucciso due persone e ferito una terza dopo una rapina nel suo negozio, quando i ladri erano oramai fuori dal locale) ha depositato una domanda di grazia, cui Nordio ha subito dato seguito. Il guardasiglli ha fatto sapere nel pomeriggio di non aver ancora avviato l’iter istruttorio per sottoporre poi la richiesta, se dovesse essere mai validata dal procuratore generale della corte d’appello di Torino, al Quirinale: i magistrati dovrebbero raccogliere la documentazione e i pareri del Tribunale di sorveglianza. Che poi non è chiarissimo quali siano questi pareri, essendo Roggero entrato in carcere per la prima volta da pochissime ore e le motivazioni della sentenza della Cassazione non sono state ancora pubblicate. Giovedì pomeriggio, prima di salire al Quirinale, Nordio aveva invece comunicato di aver avviato l’iter. «Ma era solo un annuncio», spiega via Arenula.
MA TANT’È, e ieri il commerciante ha detto di essersi pentito «con il senno di poi, bisogna trovarsi in quel momento». Ma è rimasto in ogni caso convinto di aver «subito un’ingiustizia, la grazia me la aspetterei. Questo è il massimo per i delinquenti che sono facilitati a continuare a rapinare e a rubare, tanto sono impuniti e anche risarciti». Tra le pene confermate c’è infatti anche la provvisionale da 780mila euro da riconoscere ai familiari delle due vittime. Su questo ha puntato la premier Meloni, che ieri ha rivendicato l’ultimo ddl Sicurezza licenziato dal governo che cancella le ipotesi di risarcimento: «Chi delinque non può essere risarcito» ha scritto sui social. Una risposta nemmeno troppo velata alla strigliata del Quirinale, con cui lo scontro frontale lo aveva però delegato a Nordio, oramai habitué delle lezioni di diritto al Colle.
ALL’ISTANZA di grazia i legali di Roggero hanno accompagnato anche una domanda di differimento della pena, per rimandare l’ingresso in carcere. La battaglia è stata subito raccolta da Futuro nazionale, che sul caso ha imposto l’agenda al resto del centrodestra: i vannacciani hanno inscenato ieri un sit-in davanti al tribunale di Torino, agitato dal deputato Emanuele Pozzolo. Ma più scaltramente degli altri l’ex generale ha cercato di distinguersi: «Cercheremo di supportare Mario Roggero con tutti i modi possibili ma non ritengo che la candidatura in Futuro nazionale sia uno di questi, lasciamo alla sinistra queste pratiche visto che ha già sottratto a un tribunale chi ha commesso reati». In fondo, dopo oltre due anni di propaganda sulla liberazione di Ilaria Salis dal carcere di Budapest, ha intravisto il pericolo. Lo stesso orafo ieri entrando in carcere ha escluso questa possibilità.
LA LEGA, al contrario, non ha mollato la pista: «Il partito sta valutando ogni possibile iniziativa, nel pieno rispetto della legge, compresa l’eventuale candidatura, qualora ne ricorrano i presupposti normativi. Parallelamente, la Lega è impegnata a promuovere una massiccia raccolta di fondi destinata ad aiutare il gioielliere nel pagamento dei risarcimenti disposti dalla sentenza». I presupposti normativi per la candidatura, ad ogni modo, non parrebbero esserci: Roggero non si trova in carcere in custodia cautelare o dopo una sentenza di primo grado, ma al termine di un processo passato in giudicato. In primo grado l’orafo fu condannato all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, pena poi confermata anche in appello, dunque non ha più diritto di elettorato. Salvini sarà questa mattina fuori dal carcere di Bollate insieme alla giovanile del partito.
MA IL CENTRODESTRA, in modo trasversale, si è esibito anche nella disciplina dell’attacco ai giudici che hanno condannato il commerciante. Ieri la presidente della corte d’Appello di Torino ha espresso «sconcerto per la gravissima campagna diffamatoria». Giuseppe Tango, presidente dell’Anm, se l’è presa con il ministro Crosetto che aveva invitato la magistratura ha innovare la legislazione: «Vorrei ricordare che la legge prevede già il sacrosanto istituto della legittima difesa, ma non puo’ tollerare la vendetta privata. Dire il contrario significa minare le fondamenta dello Stato di diritto e questo chi rappresenta le istituzioni dovrebbe saperlo bene».

