03/06/2026
Il Manifesto
Fortezza Europa Intesa che accontenta le destre tra Parlamento, Consiglio e Commissione: accordi bilaterali con paesi terzi sui return hub lontano dall’Europa
Sull’onda della crescita dei consensi all’estrema destra in Europa, la Ue mostra un volto feroce verso i migranti e si dota di un regolamento draconiano per espellere gli indesiderati. Nella notte tra lunedì e martedì, Parlamento europeo e Consiglio si sono messi d’accordo, sulla base della proposta fatta dalla Commissione nel marzo 2025, su un «nuovo sistema comune» per permettere “rimpatri” con procedure «più rapide, più semplici, più efficienti».
IL REGOLAMENTO è il complemento del Patto Asilo e Migrazioni, che già comprende una decina di legislazioni e che deve entrare in piena applicazione entro il prossimo 12 giugno. «L’accordo mostra che rimettiamo ordine nel sistema europeo di gestione delle migrazioni – ha commentato il commissario agli Interni e Migrazioni, l’austriaco Magnus Brunner – grazie a queste nuove regole controlliamo di più chi può entrare nella Ue, chi può restarci e chi deve andarsene, è quello che aspettano i cittadini», secondo il testo «nel pieno rispetto dei diritti fondamentali».
C’È STATA TENSIONE sulla data dell’entrata in vigore del nuovo regolamento complementare, che dovrà comunque passare attraverso un voto in plenaria al parlamento europeo e una formale adozione del Consiglio, per sostituire completamente la direttiva “rimpatri” del 2008: su pressione della destra, alcune norme secondo il Ppe potrebbero essere già applicate entro qualche settimana. L’intento è di procedere il prima possibile: la commissione Libertà civili potrebbe adottarlo entro il mese di giugno per approdare nella plenaria del 6-9 luglio, prima della pausa estiva. Per altre, ci sarà un’attesa di un anno, tra queste gli interventi di sorveglianza intrusiva al domicilio dei migranti, una imitazione delle pratiche della Ice statunitense. Molto più in fretta, invece, potrebbe diventare realtà la “piattaforma di rimpatrio” per i migranti cittadini di paesi che rifiutano di riaccoglierli dopo l’espulsione. Si parla qui di centri per migranti espulsi in paesi terzi fuori dalla Ue.
ALCUNI PAESI GIÀ LAVORANO alla questione, Germania, Olanda, Austria, Grecia, persino la socialdemocratica Danimarca, anche se non rivelano i nomi dei paesi con cui stanno trattando – migranti contro soldi, si parla di Uganda, Ruanda, Uzbekistan. La Francia ha fatto sapere di non essere interessata a questa parte del programma, su cui l’Italia si vanta di essere pioniera.
Il nuovo regolamento, che sfuma la specificità del diritto d’asilo, permette di istituire un «vero sistema di procedure comuni» e di mettere fine alla «frammentazione attuale» delle norme, spiega la Commissione. Con la creazione di un «ordine europeo dei rimpatri» (adesione su base volontaria), ci sarà il riconoscimento reciproco delle decisioni di espulsione tra i 27, un foglio di via europeo, mentre saranno rafforzate le regole per i ritorni forzati, che diventano obbligatori in caso di resistenza da parte dei migranti. Brunner sottolinea che la media dei “ritorni” dopo l’espulsione è “solo” del 28% nella Ue (e in Francia le destre denunciano una percentuale molto più bassa). Verranno imposte regole più stringenti per prevenire «rischi di fuga» per i condannati all’espulsione, tipo versamento di garanzie finanziarie e obbligo di firma in commissariato.
La legge «incoraggia i ritorni volontari», ma in caso di resistenza entrano in gioco i metodi copiati da Ice. Chi è espulso perché entrato illegalmente in Europa potrà essere bandito dal territorio della Ue per 10 anni, che possono salire a 20 (oggi sono 5 anni). Il regolamento riguarda anche i bambini, che rischiano di restare reclusi nei centri per migranti indesiderabili nei paesi Ue per un periodo che può arrivare a 2 anni, 2 anni e mezzo.
Al Parlamento europeo, il voto in plenaria dovrebbe confermare il regolamento, visto che il Ppe si è già alleato nel marzo scorso su questo fronte con i gruppi di estrema destra, che considerano la “piattaforma dei rimpatri” un vero e proprio “trofeo” del nuovo corso europeo (dopo le elezioni del 2024). La negoziatrice per i Verdi, Melissa Camara, denuncia un «passo indietro storico sui diritti fondamentali». Per il gruppo Left è «una vergogna» che segue l’Ice e «allarga i poteri coercitivi della polizia», sopprime le garanzie e «criminalizza i migranti». I liberali di Renew sono spaccati, ci sono contestazioni in particolare sui centri nei paesi terzi.
IERI LA COMMISSIONE ha emesso delle raccomandazioni per ripristinare la libera circolazione verso i paesi che hanno sospeso temporaneamente Schengen oltre i 12 mesi (Austria, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Olanda, Norvegia, Slovenia, Svezia). Da aprile, è entrato in vigore il Ees, il nuovo sistema di registrazione digitale delle entrate/uscite dallo spazio Schengen, che impone la raccolta di dati biometrici alle frontiere dei 29 paesi, che facilita i controlli sul rispetto dei tempi di soggiorno.

