ATTUARE LA COSTITUZIONE PER CAMBIARE L'ITALIA

ATTUARE LA COSTITUZIONE PER CAMBIARE L'ITALIA

ATTUARE LA COSTITUZIONE PER CAMBIARE L'ITALIA

Referendum: ‘Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta!’

Referendum: ‘Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta!’

Politica italiana

23/03/2026

da Remocontro

Remocontro

Un No netto e pesante alla riforma costituzionale approvata dall’attuale maggioranza in parlamento, con una sconfitta personale del ‘Guardasigilli’ Nordio che l’ha elaborata e della premier Giorgia Meloni che nelle ultima settimana l’ha fortemente sostenuta in Tv forzando il suo ruolo di governo. No referendario alla modifica costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati tra ‘giudicante’ e ‘inquirente’, ritenuto un intervento della politica sulla indipendenza della magistratura.

‘Piano di rinascita democratica’ della Loggia ‘P2’

L’idea di separare le carriere dei magistrati è emersa già nel 1981 all’interno del «Piano di rinascita democratica» della loggia massonica segreta ‘P2’, che mirava a sottoporre il pubblico ministero al controllo del governo. Successivamente fu cavallo di battaglia dei governi di destra col premier Berlusconi. La riforma ora bocciata proposta dall’attuale governo prevedeva che i magistrati scelgano all’inizio la funzione requirente o giudicante. L’obiettivo dichiarato dai proponenti, quello di rafforzare l’autonomia dei giudici e separare le carriere per evitare condizionamenti reciproci. Per gli oppositori e ora per il Paese, avrebbe prevalso il rischio di assoggettare il pubblico ministero al potere politico, indebolendo l’indipendenza della magistratura prevista dalla Costituzione.

Risultati e Affluenza Regione per Regione

Il voto ha mostrato una netta spaccatura geografica tra il Nord e il resto del Paese:

  • Regioni a prevalenza del SÌ: Il fronte favorevole alla riforma ha prevalso principalmente in alcune regioni del Nord, tra cui LombardiaVeneto e Friuli-Venezia Giulia.
  • Regioni a prevalenza del NO: Il NO ha ottenuto una vittoria schiacciante in tutto il Centro-Sud e in gran parte del Nord-Ovest. In particolare, l’Emilia-Romagna si è distinta non solo per la vittoria del NO, ma anche per essere stata la regione con la maggiore affluenza alle urne.
  • Affluenza al Sud: Le regioni meridionali hanno registrato i dati di partecipazione più bassi, con Napoli e la Campania che hanno segnato tra le percentuali di voto meno elevate d’Italia.

 

share