21/06/2026
da Pressenza
Dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori riprendiamo il commento sui dati dell’inflazione, aggiornati dall’Istituto Nazionale di Ststistica. Dati che vedono confermare la tendenza inesorabile alla crescita dei prezzi, dinamica che sfugge al controllo esecutivo a causa dei costi energetici proiettati verso l’alto, sia di quelli posti sotto regime regolamentato (ARERA) nonché – a maggior ragione – di quelli determinati dai fornitori che operano in regime ‘non-regolamentato’. Ma non solo prezzi sull’energia! L’ISTAT ci dà un quadro inflattivo in crescita in tutti i settori: dai trasporti (in particolare quelli marittimi, con incidenza in salita dall’1% fino a quasi sfodare il 6%) ai cd. “servizi del tempo libero” e di cura della persona. Insomma tutto ciò ha una ricaduta significative sui redditi delle famiglie. E non vogliamo osare immaginare quanto incideranno le refluenze inflattive su quelle fasce che già versano in condizioni di povertà assoluta; o, ancora, su quelle che sono in condizione di povertà relativa, ma che da tempo (dopo l’abrogazione del RdC) tendono a scivolare – sempre più quest’ultime – verso i livelli più bassi della scala reddituale
L’Istat ha aggiornato oggi i dati dell’inflazione che, a maggio, l’inflazione sale ancora, al +3,2%. L’Istituto di Statistica spiega come l’accelerazione dell’inflazione sia dovuta prevalentemente dalla dinamica dei prezzi degli energetici non regolamentati (da +9,6% a +12,5%), nonché di quelli regolamentati (da +5,3% a +5,6%).
Come ogni, anno in vista della stagione estiva, aumentano notevolmente i costi dei servizi relativi ai trasporti (da +0,6% a +1,7%), trainati dalla risalita dei prezzi del Trasporto marittimo e per vie d’acqua (da -1,0% a +5,8% sull’anno), crescono anche i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,6% a +3,0%).
Con l’inflazione a questi livelli le ricadute a carico delle famiglie sono pesantissime: +1.056 euro annui a famiglia, secondo le stime aggiornate dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori.
Unica nota positiva, la live decelerazione del tasso relativo al carrello della spesa, che scende a +1,9% (da +2,3% registrato ad aprile).
Una forte accelerazione si registra su fronte del costo della benzina (+10,7% sull’anno), anche a causa della prematura rimodulazione del taglio delle accise.
Costi che i cittadini potrebbero continuare a subire per molto tempo, vista la cronica lentezza con cui i prezzi alla pompa si adeguano al ribasso.
I dati fotografano, nel loro complesso, una situazione incerta: per questo è urgente intervenire a sostegno delle famiglie e per arginare fenomeni speculativi, a partire da:
-
una rimodulazione, anche temporanea, delle aliquote IVA su un paniere di beni essenziali;
-
l’introduzione di criteri per la determinazione del prezzo che realizzino il disaccoppiamento tra energia elettrica e gas;
-
un bonus energia più consistente, ed esteso a una platea di famiglie più ampia;
-
la creazione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica ed alimentare per aiutare e sostenere i nuclei più vulnerabili;
-
la realizzazione della riforma degli oneri di sistema sui beni energetici, spostandone alcuni sulla fiscalità generale;
-
monitoraggi, controlli e interventi sanzionatori contro le speculazioni lungo le filiere, in particolare per i prodotti di largo consumo e i carburanti;
-
l’imposizione di una adeguata tassazione degli extraprofitti delle aziende energetiche e non solo, per finanziare misure di sostegno.

