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Operaio morto alla Fincantieri di Marghera, ipotesi gas argon: “Mancava l’autorizzazione ai lavori”

Operaio morto alla Fincantieri di Marghera, ipotesi gas argon: “Mancava l’autorizzazione ai lavori”

Lavoro

05/11/2026

da Il Fatto Quotidiano

Redazione

Marius Hurba, 34 anni, è morto durante alcune saldature a bordo della nave Seven Seas Prestige. Proclamate otto ore di sciopero e il blocco degli straordinari. Nel corso dell’incontro urgente tenutosi giovedì mattina tra i vertici aziendali, la Rsu e gli Rls, i sindacati hanno riferito che mancava il documento necessario ad autorizzare gli interventi nell’area in cui si è verificato l’incidente

La presenza di gas argon e la conseguente mancanza di ossigeno. È questa la prima ricostruzione comunicata da Fincantieri sulla causa della morte di Marius Hurba, l’operaio romeno di 34 anni morto mercoledì nello stabilimento di Marghera, a Venezia.

L’uomo stava eseguendo alcune saldature in un ambiente angusto a bordo della Seven Seas Prestige. Una ricostruzione che apre anche interrogativi sulle procedure di sicurezza adottate durante le lavorazioni. Nel corso dell’incontro urgente tenutosi giovedì mattina tra i vertici aziendali, la Rsu e gli Rls, i sindacati hanno riferito che mancava il documento necessario ad autorizzare gli interventi nell’area in cui si è verificato l’incidente.

Le attività erano state affidate alla ditta Pachira, in subappalto, “al fine di recuperare i soliti ritardi”. Secondo quanto riportato dalle organizzazioni sindacali, l’impresa avrebbe iniziato a lavorare nonostante il preposto non avesse autorizzato l’avvio delle operazioni, disattendendo le indicazioni ricevute. Non sarebbe stato il primo episodio di questo tipo. Già martedì, il giorno precedente alla tragedia, un preposto aveva segnalato comportamenti non conformi alle disposizioni di sicurezza da parte del personale successivamente coinvolto nell’incidente.

Nell’evento sono rimasti coinvolti anche altri tre lavoratori, due della Pachira e uno della ditta Pigozzi. Tutti sono stati accompagnati al Pronto soccorso di Mestre in forte stato di agitazione per lo shock subito. Oggi risultano fuori pericolo, compreso il collega cinquantenne di Hurba, intervenuto per primo nel tentativo di soccorrerlo e che aveva accusato gli stessi sintomi dell’operaio deceduto. Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil chiedono ora “piena chiarezza sull’accaduto, accertando tutte le responsabilità e individuando eventuali criticità organizzative che possano aver contribuito al verificarsi di questa tragedia”. Intanto, la Rsu di Fincantieri Marghera ha proclamato otto ore di sciopero per domani, venerdì 6 novembre, con un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento. Previsto anche il blocco del lavoro straordinario per sabato 7 e domenica 8 novembre.

Noi di Rifondazione Comunista siamo convinti che sia necessaria una legge che introduca il reato di omicidio e lesioni gravi o gravissime sul lavoro. 

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