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Non solo bollette e carburanti alle stelle. La guerra in Iran può avere effetti devastanti per il Sistema Sanitario Nazionale

Non solo bollette e carburanti alle stelle. La guerra in Iran può avere effetti devastanti per il Sistema Sanitario Nazionale

Politica italiana

07/04/2026

da La Notizia

Davide Manlio Ruffolo

"La guerra in Iran rischia di avere ripercussioni devastanti sul Sistema Sanitario Nazionale", Pregliasco lancia l'allarme

La guerra in Iran con il blocco dello Stretto di Hormuz non è un problema solo per le bollette energetiche e per il prezzo dei carburanti, ma rischia di avere un impatto devastante anche sul Sistema Sanitario Nazionale (SSN). A denunciare i potenziali effetti del conflitto mediorientale, spesso omessi dalle cronache, è Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano La Statale, past president di ANPAS e vicepresidente di Samaritan International.

L’esperto, con una lunga nota riportata integralmente da Askanews, ha voluto sottolineare “l’impatto potenziale sul Sistema Sanitario Nazionale”, che “sarebbe serio soprattutto se il blocco aereo si accompagnasse a chiusure e limitazioni marittime nel Golfo”, come già sta avvenendo.

A suo dire, “il primo effetto non sarebbe avere ospedali fermi domani mattina, ma un rapido peggioramento di tempi, costi e affidabilità della supply chain sanitaria. La crisi attuale nel Golfo sta già generando chiusure e restrizioni degli spazi aerei, deviazioni di rotta e forti turbolenze sul fronte energetico; inoltre, IATA ricorda che il trasporto aereo è cruciale per prodotti healthcare ad alto valore e termosensibili, con oltre un trilione di dollari di farmaci movimentati ogni anno per via aerea”.

La guerra in Iran rischia di avere ripercussioni devastanti sul Sistema Sanitario Nazionale: Pregliasco lancia l’allarme

Proprio per questo, spiega, “un blocco aereo” prolungato “colpirebbe soprattutto ciò che ha bisogno di velocità, continuità della temperatura e puntualità”, in particolare “vaccini, trattamenti oncologici, radiofarmaci, reagenti diagnostici, parti di ricambio critiche e componenti per dispositivi”.

“Per il SSN, le conseguenze”, puntualizza Pregliasco, “sarebbero numerose”. La prima sarebbe l’inevitabile “aumento delle carenze di alcuni medicinali essenziali”; la seconda porterebbe al conseguente “rincaro dei prezzi di acquisto” dei farmaci, “anche senza una ‘mancanza fisica’ immediata” degli stessi. A cascata ci sarebbe anche una terza conseguenza, ossia i “ritardi nell’attività ospedaliera programmata, soprattutto su chirurgia elettiva, emodinamica, radiologia interventistica e laboratori”, e una quarta che finirebbe per aumentare lo “stress sulle farmacie ospedaliere e sulla governance clinica”.

Sempre Pregliasco fa notare che esiste anche una quinta conseguenza, ossia la carenza di farmaci “generici, antibiotici, principi attivi e materiali” che, pur essendo “banali, sono insostituibili”.

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