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Mondelēz, il gigante del cioccolato accusato di frenare la legge Ue sulla deforestazione

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Ambente

11/10/2026

da Valori

Luigi Mastrodonato

Tra 1,2 e 1,5 milioni di euro in lobbying sull’Ue e un incontro con l’ambasciatore di Trump: le accuse del rapporto di Global Witness

La multinazionale statunitense Mondelēz International, attiva nel settore degli snack e del cioccolato con marchi come Milka, Oreo, Cadbury e Toblerone, avrebbe portato avanti un’intensa attività di lobbying per ritardare il Regolamento europeo sulla deforestazione (Eudr).

La ricostruzione è contenuta in un rapporto dell’organizzazione non governativa Global Witness. Il documento cita diversi incontri tra dirigenti della multinazionale ed esponenti dell’amministrazione Trump, europarlamentari conservatori e associazioni imprenditoriali. Secondo l’ong, lo sforzo sarebbe costato diversi milioni di euro e sarebbe legato all’impreparazione di Mondelēz di fronte al nuovo regolamento.

Il regolamento Ue sulla deforestazione: obiettivi e scadenze

L’Eudr è stato adottato nel 2023 e rappresenta un pilastro delle politiche europee di protezione delle foreste. Il testo vuole garantire che i prodotti venduti nell’Unione europea non provengano da terreni deforestati dopo il 31 dicembre 2020 e che la loro produzione rispetti le leggi dei Paesi d’origine. I prodotti devono inoltre essere accompagnati da una dichiarazione di due diligence, che dimostri le verifiche svolte dall’azienda.

Il regolamento riguarda il legname e sei prodotti agricoli chiave: bovini, cacao, caffè, palma da olio, gomma e soia. Riguarda anche i prodotti derivati, tra cui il cioccolato. Come sottolinea il World Resources Institute, dal 2014 l’Unione europea è il secondo importatore di beni legati alla deforestazione tropicale, dopo la Cina. Nel solo 2017 le è attribuibile il 16% della deforestazione globale connessa al commercio internazionale. Da qui l’importanza dell’Eudr, pensato per rendere più etiche le importazioni europee e ridurre la loro impronta ambientale.

Il regolamento è entrato in vigore nel 2023, ma l’obbligo di adeguarsi scatterà il 30 dicembre 2026 per le grandi imprese e il 30 giugno 2027 per le piccole. In origine la scadenza era fissata a fine 2024. Dopo le proteste e le pressioni di molti attori dei settori coinvolti è stata rinviata due volte.

Il lobbying di Mondelēz su Washington, Bruxelles e i governi Ue

Nel proprio rapporto, Global Witness attribuisce a Mondelēz International un ruolo di primo piano nell’attività di lobbying per indebolire e rinviare il regolamento. A differenza dei concorrenti, la multinazionale avrebbe continuato a fare pressioni anche negli ultimi mesi.

Dopo anni di sostegno alla regolamentazione, nel 2025 la multinazionale avrebbe cambiato posizione. Global Witness ha ricostruito che nel giugno 2026 l’amministratore delegato di Mondelēz, Dirk Van de Put, avrebbe incontrato Andrew Puzder, ambasciatore degli Stati Uniti presso l’Unione europea. L’incontro si sarebbe svolto nella sede della Camera di commercio americana a Bruxelles. L’amministrazione Trump si oppone da tempo all’Eudr, che considera un ostacolo al commercio. Il giorno dopo l’incontro, Puzder, già molto critico sul tema, ha pubblicato un lungo articolo su Agence Europe chiedendo di modificare le norme europee.

Global Witness sottolinea poi che nel giugno 2025 un alto dirigente di Mondelēz è entrato nel consiglio direttivo dell’American Chamber of Commerce to the EU (AmChamEU). È l’organizzazione con sede a Bruxelles che rappresenta gli interessi delle aziende statunitensi in Europa e partecipa a incontri con alti funzionari statunitensi. Un mese dopo, AmChamEU, già molto critica sul regolamento, ha chiesto pubblicamente per la prima volta un rinvio dell’Eudr.

Mondelēz avrebbe infine incontrato europarlamentari conservatori tedeschi, francesi e danesi, molto critici verso l’Eudr. Sarebbero gli stessi che hanno poi presentato richieste di modifica. A questo si aggiunge una serie di colloqui con i governi di alcuni Stati membri, tra cui Francia e Germania.

La filiera del cacao poco tracciabile e la replica di Mondelēz

Global Witness stima che Mondelēz abbia speso tra 1,2 e 1,5 milioni di euro in lobbying presso l’Unione europea dal 2023. Secondo l’ong, questa attività sarebbe legata alla tracciabilità insufficiente della filiera del cacao dell’azienda. La società «ha cercato di sabotare il regolamento lanciando una campagna aggressiva per opporsi alla sua attuazione», ha dichiarato a Global Witness Bakary Traoré, direttore esecutivo dell’ong ivoriana Initiatives for Community Development and Forest Conservation (Idef). Secondo Antonie Fountain, esperto di cacao alla guida della coalizione di ong Voice Network, la multinazionale «non si è preparata a sufficienza per l’entrata in vigore della legge».

Dal canto suo, Mondelēz ha respinto le accuse. L’azienda dichiara di sostenere pienamente gli obiettivi dell’Eudr e di restare impegnata a favore di catene di approvvigionamento senza deforestazione e di un approvvigionamento responsabile lungo tutta la catena del valore.

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