21/07/2026
da Remocontro
La società ucraina è arrivata ad una fase di profonda stanchezza e insofferenza, stremata da oltre quattro anni di logorante conflitto. La resistenza all’invasione russa rimane solida, ma il prolungarsi della guerra, le rivolte contro la leva forzata evidenziano il desiderio diffuso di una conclusione diplomatica. Ora le proteste contro il generale Syrsky, finito al centro dello scontro con l’ex ministro della Difesa, il giovane Fedorov che sono in molti a vedere come futuro forte candidato alla presidenza quando Zelensky dovrà finalmente dimettersi e concedere elezioni.
Viva Fedorov, abbasso chi lo ha rimosso
Cartelli e slogan che dicono tutto. «Fedorov = più morti fra i russi, Syrsky = più morti fra gli ucraini». Altri fanno riferimento a due soprannomi di Syrsky: “il macellaio” e “Generale 200”, dove 200 è un codice militare sovietico che indica i morti in battaglia. Dmitry Kozyatinsky, uno dei leader della protesta, ha scritto sui social che Syrsky «demoralizza l’esercito, ostacola le riforme, crea un proprio contingente di truppe fedeli, viola la libertà di espressione e reprime i soldati». Non citato esplicitamente, ma ‘bersaglio di sponda’, Zelensky, responsabile della rimozione del popolare ministro della Difesa Mychajlo Fedorov, che negli ultimi sei mesi aveva cambiato l’approccio alla guerra dell’Ucraina facendo un maggiore affidamento sulla tecnologia, con droni e robot.
Ripensamenti presidenziali in vista?
Secondo fonti del quotidiano britannico Financial Times e del sito indipendente russo Meduza, Zelensky sta considerando l’opzione di rimuovere Syrsky dal ruolo di capo delle forze armate: nel fine settimana ha avuto colloqui con alcuni dei capi militari dell’esercito, tra cui Mykhailo Drapatiy, un possibile sostituto che ha invece buoni rapporti con Fedorov. Nell’attuale governo, risultato del rimpasto che ha coinvolto anche Fedorov e in carica da giovedì, l’incarico di ministro della Difesa è stato affidato ad interim, lasciando aperta la possibilità di novità e ripensamenti. Sempre secondo ricostruzioni giornalistiche Fedorov avrebbe già rifiutato un posto da superconsulente del governo, dicendo di essere disposto a rientrare solo come ministro della Difesa.
Zelensky: girandola di governi
Oleksandr Syrsky è a capo delle forze armate ucraine dall’8 febbraio 2024, quando sostituì un altro generale molto popolare, Valery Zaluzhny, che era stato al comando dall’inizio della guerra e che era considerato un brillante stratega e un innovatore. Anche allora Zelensky fu molto criticato per la sostituzione: in molti sostennero che il presidente era spaventato dalla popolarità di Zaluzhny. Oggi Zaluzhny è ambasciatore dell’Ucraina nel Regno Unito, ma secondo i sondaggi potrebbe avere grande sostegno se si candidasse alla presidenza in future elezioni. Ma anche Syrsky ha avuto una fase di discreta popolarità, sottolinea il Post. A febbraio del 2022, era comandante delle truppe di terra. Ebbe dei meriti nel respingerne il primo assalto russo. Poi le cose si sono complicate.
«Mio padre è al fronte. Sono qui arrabbiata in vece sua»
Da quando è a capo delle Forze armate, la sua gestione è accusata di “radianshchyna”, una parola ucraina traducile come «cultura di stile sovietico». Secondo i critici questo si traduce in uno stile di comando autoritario e che tende a nascondere i problemi e a scaricare le responsabilità lungo la catena di comando. Syrksy viene descritto come interessato a piccoli avanzamenti lungo il fronte, ottenuti anche a costo di molte perdite, e senza un progetto operativo complessivo credibile. Vari media ucraini, fra cui il quotidiano Kyiv Independent, hanno inoltre raccolto diffuse accuse di favoritismi verso alcuni settori dell’esercito. In particolare Syrsky avrebbe garantito alle Forze d’Assalto priorità nei rifornimenti di mezzi e uomini, come una quota sproporzionata di reclute.
Corruzione e risorse di clientela
- Tra le accuse dal ministero della Difesa, Syrsky distribuisce risorse in base alla lealtà dei comandanti e indebolisce le brigate guidate dagli ufficiali non graditi. Nello scontro con Fedorov, Syrsky difendeva acquisti di carri armati e artiglieria, mentre il ministro spingeva per dotare l’esercito di droni e robot. Syrsky riteneva Fedorov troppo “visionario” e poco attento alla realtà della guerra, che continua a condurre principalmente come uno scontro di uomini in trincea. È comunque un comandante di grande esperienza: quando una settimana fa Zelensky si è trovato a dover scegliere fra Fedorov e lui, ha preferito non sostituire Syrsky anche per il timore che fra i generali non ci fosse nessuno in grado di garantire una transizione senza contraccolpi.

