24/06/2026
da Remocontro
Una Commissione d’inchiesta dell’ONU accusa Israele di genocidio di bambini e di crimini contro l’umanità. Il documento parla di più di 20 mila piccole vittime e di oltre 44 mila feriti, causati da operazioni militari a Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme Est. Diversi di questi attacchi sono “fuorilegge”, anche rispetto alle giustificazioni date dal governo di Tel Aviv. Che si difende gridando: “Solo calunnie”.
Chi ha indagato
Sono state prese in esame le attività militari e di cosiddetto “ordine pubblico” condotte a Gaza e nei Territori occupati tra il 7 ottobre 2023 e l’ottobre 2025. Anche se il rapporto finale si occupa del periodo successivo. L’inchiesta è stata condotta dalla “Indipendent International Commission of Inquiry on the Occupied Palestinian Territory (including East Jerusalem and Israel)” e nella sua formulazione esatta indaga “sulle violazioni e i crimini contro i bambini palestinesi, inclusi tutti i danni fisici e psicologici, inflitti dalle forze di sicurezza israeliane”. Immediate e messe nel dovuto rilievo le reazioni dei media di tutto il mondo.
Le reazioni dei media
“Le autorità e le forze di sicurezza israeliane hanno preso di mira deliberatamente i bambini palestinesi, causando genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra a Gaza, e crimini di guerra nella Cisgiordania occupata, ha affermato martedì un’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite”. Il report della Reuters è chiaro e contemporaneamente inquietante, perché accompagnato da dettagli che rendono “impossibile non sapere”. Soprattutto per quelle Cancellerie occidentali che, sicuramente informate (e documentate) su quell’inferno in Terra che sono diventati Gaza e i Territori occupati, finora non hanno mosso un dito. O si sono preoccupate solo delle piccole vittime di altre crisi, con un doppiopesismo ignobile, dividendo di fatto i bambini in categorie diverse, a seconda della mera convenienza geopolitica e, probabilmente, anche per non urtare la suscettibilità dell’ingombrante alleato americano, “patron” del premier israeliano Netanyahu. Per la britannica BBC, “un nuovo rapporto sostiene che le autorità e le forze di sicurezza israeliane ‘abbiano compiuto deliberatamente atti che hanno inflitto morte e gravi danni fisici e mentali a centinaia di migliaia di bambini palestinesi’, e che le uccisioni siano continuate anche dopo il cessate il fuoco dello scorso ottobre a Gaza. La commissione – aggiunge la BBC – afferma di avere fondati motivi per concludere che tali atti ‘fanno parte di una strategia deliberata volta a distruggere il futuro dei palestinesi a Gaza prendendo di mira i loro figli”.
L’analisi-accusa del Guardian
Durissimo il Guardian: “Secondo un rapporto indipendente – scrive il giornale britannico – prendendo di mira i bambini, Israele sta minando la capacità del popolo palestinese di esistere. Il rapporto ha esaminato le violazioni dei diritti umani contro i bambini palestinesi dall’inizio della guerra a Gaza, affermando che circa il 30% delle persone uccise dalle forze israeliane erano bambini. Un precedente rapporto della Commissione, pubblicato a settembre, aveva detto comunque che Israele aveva commesso un genocidio a Gaza e che funzionari israeliani, tra cui il Primo ministro Benjamin Netanyahu, avevano incitato a tali atti. Netanyahu è inoltre ricercato dalla Corte penale internazionale (CPI) per crimini di guerra. Numerose ricerche – conclude seccamente il Guardian – condotte da esperti legali e di diritti umani hanno concluso che Israele intende distruggere i palestinesi, tra cui analisi di investigatori delle Nazioni Unite, organizzazioni per i diritti umani come Amnesty International e Human Rights Watch e studiosi di genocidio di tutto il mondo”.
Il report di Haaretz
Se a parlare di un’inchiesta internazionale che accusa Israele di genocidio di bambini è un giornale israeliano, benché notoriamente “liberal” e conosciuto per la sua indipendenza di pensiero, allora la cosa si fa molto seria. Nel senso che queste vergogne sono conosciute (forse) non solo ai più alti livelli di potere dello Stato ebraico, ma anche in larghi strati della popolazione. Fatti di una disumanità devastante, che vengono affrontati con l’alibi della “sicurezza nazionale” (e dunque della “pulizia etnica” preventiva) se non addirittura rimossi o “rimbalzati” con un muro di negazionismo. Ma Haaretz (fino a quando Netanyahu lo lascerà aperto) molto coraggiosamente non fa sconti. E dice pane al pane e vino al vino. “La Commissione delle Nazioni Unite – scrive il quotidiano di Tel Aviv – ha affermato che i bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi durante la guerra, anche dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco nell’ottobre 2025. Ha aggiunto che questo è stato un elemento chiave per stabilire l’intento genocida delle autorità e delle forze di sicurezza israeliane di distruggere il gruppo palestinese, in tutto o in parte, a Gaza. ‘Le prove dimostrano che i bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze di sicurezza israeliane’, ha affermato Srinivasan Muralidhar, Presidente della Commissione, in una dichiarazione che accompagnava il rapporto. Lo studio ha rilevato che la percentuale di bambini uccisi è stata superiore rispetto ai conflitti precedenti. Tra il 7 ottobre 2023 e il 7 ottobre 2025, almeno 20.179 bambini sono stati uccisi, circa il 30% del totale delle vittime”.
La difesa israeliana
Scontatissime le reazioni “indignate” del governo Netanyahu, che naturalmente grida all’antisemitismo. Rispunta il tradizionale richiamo a una sorta di complotto mediatico internazionale, organizzato per colpire l’ebraismo. Anche se, in questo caso, non si capisce cosa c’entrino la religione o la cultura con la geopolitica, l’accaparramento di terre altrui e l’utilizzo della violenza contro chi non si può difendere. In ogni caso, Haaretz dà notizia delle reazioni ufficiali delle autorità israeliane. “La missione israeliana a Ginevra – scrive – ha dichiarato che Israele respinge quello che ha definito il ‘secondo rapporto diffamatorio della Commissione’. ‘Israele respinge questa calunnia infondata’, si legge in una dichiarazione, aggiunge che ‘ogni bambino merita protezione’ e afferma che il rapporto ignora ‘le brutali tattiche di Hamas”. Cioè, a detta delle forze di sicurezza di Tel Aviv, i miliziani islamici userebbero i civili come scudo, confondendosi in mezzo a loro. La stessa versione data dal Guardian, che cita anch’esso la Missione israeliana a Ginevra, la quale ha dichiarato di respingere la ‘farsa calunniosa’ della Commissione. Israele – prosegue – ha combattuto strenuamente contro le accuse di genocidio, ricevendo al contempo un sostegno diplomatico fondamentale dai suoi alleati, tra cui Stati Uniti e Regno Unito”, conclude il comunicato.
- E chi vuole capire, capisca. Soprattutto dopo quest’ultima citazione, riguardante i “garanti” (americani e inglesi) del deferente rispetto, che gli israeliani hanno fin qui dimostrato delle regole della guerra.

