03/11/2026
da L'Antidiplomatico
Centinaia di "kantiani" che sfilano per le strade di Leopoli con torce accese e un ritratto di Stepan Bandera, storico leader ucraino collaborazionista dei nazisti. La manifestazione, ignorata dai media italiani, sta aumentando ulteriormente le tensioni tra Ucraina e Polonia, già alimentate dalla glorificazione da parte di Kiev di icone nazionaliste che Varsavia ritiene responsabili della pulizia etnica di 100.000 polacchi nella Volinia e nella Galizia orientale tra il 1943 e il 1945.
In 1.500 persone hanno partecipato alla marcia indetta per commemorare il 108° anniversario della Rivolta di novembre a Leopoli del 1918, un tentativo da parte di ufficiali ucraini di impedire che la città cadesse sotto il controllo polacco dopo il crollo dell’Impero austro-ungarico. I video girati sul posto mostrano i manifestanti con bandiere nazionali ucraine e con gli stendardi rossi e neri dell’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (OUN) e dell’Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA), formazioni attive durante la Seconda guerra mondiale. Il corteo era guidato da uomini in uniformi militari d’epoca e da un attivista che portava uno stendardo da battaglia con il volto di Bandera.
Bandera fu membro di spicco dell’ala militante dell’OUN e uno dei leader dell’UPA, che si alleò con i nazisti tedeschi invasori per massacrare polacchi, ebrei, russi e ucraini accusati di collaborare con i sovietici. I nazionalisti ucraini odierni lo venerano come «il padre della nazione».
Il mese scorso la regione di Leopoli ha dichiarato il 2027 «anno dell’Esercito Insurrezionale Ucraino», suscitando indignazione a Varsavia. Il primo ministro polacco Donald Tusk ha condannato la decisione definendola «imprudente» e «una tattica suicida», mentre il ministro della Difesa Wladyslaw Kosiniak-Kamysz l’ha definita «inaccettabile» e ha avvertito che avrebbe aggravato le divisioni tra i Paesi confinanti. Diverse città polacche hanno inoltre deciso di sospendere i rapporti con la regione di Leopoli.
La controversia è scoppiata a maggio, quando Zelensky ha conferito a un’unità militare d’élite ucraina il titolo onorifico «eroi dell’UPA». Il leader ucraino è stato successivamente privato della più alta onorificenza di Stato polacca, diventando così la seconda persona a perdere tale riconoscimento. Quest’anno l’Ucraina ha inoltre avviato l’istituzione di un pantheon nazionale di figure storiche di spicco, con i leader associati all’UPA tra i primi selezionati per la riesumazione di Stato a gennaio. Varsavia ha minacciato di bloccare la candidatura di Kiev all’adesione all’UE se continuerà a onorare figure legate al nazismo.

