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Le banche anticipano la Bce. A maggio i mutui sono già saliti alle stelle: ancor prima del rialzo dei tassi si sfiora già il 4%

Le banche anticipano la Bce. A maggio i mutui sono già saliti alle stelle: ancor prima del rialzo dei tassi si sfiora già il 4%

Economia

09/07/2026

da La Notizia

Stefano Rizzuti

Mercato immobiliare, le banche anticipano la stretta della Bce: i mutui sono già alle stelle.Sale il tasso dei mutui per l'acquisto di abitazioni a maggio, sfiorando il 4%: le banche hanno anticipato il rialzo dei tassi della Bce.

La crescita dei mutui continua, anticipando anche le mosse della Bce. Il tasso sui nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni a maggio è infatti salito fino a sfiorare il 4%. Un aumento che è arrivato prima della decisione della Banca centrale europea, presa solamente a giugno, di rialzare i tassi di 25 punti base. La Banca d’Italia rileva l’aumento del tasso annuale effettivo globale (Taeg), che ha raggiunto il 3,96% (era al 3,91% nel mese precedente). Il tasso per i nuovi finanziamenti di credito al consumo è stato del 10,37% mentre i tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari al 3,67%. Infine, i tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stabili allo 0,65%.

I dati registrati dalla Banca d’Italia rappresentano, secondo il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, “una pessima notizia: si tratta del Taeg più alto dall’agosto del 2024”, con un passo indietro di un anno e nove mesi. Il rialzo è una “conseguenza del rialzo dell’inflazione e della guerra in Iran che ha costretto la Bce a intervenire sui tassi di riferimento, scegliendo il male minore”. Anche se, come detto, le banche hanno di fatto anticipato la mossa dell’Eurotower. Sempre l’Unc stima che la rata, per un mutuo a tasso variabile, sale rispetto a un anno fa di 29,50 euro al mese, “pari a una stangata di 354 euro su base annua”.

Mutui alle stelle e le famiglie hanno già ridotto i prestiti a inizio anno

I dati della Banca d’Italia vanno di pari passo con quelli presentati dall’Osservatorio sul mercato immobiliare 2026, realizzato da Nomisma. In questo caso emerge, sul fronte del credito, un quadro contrastante. Nel primo trimestre del 2026 i mutui alle famiglie sono diminuiti del 2,1%, ancor prima quindi dell’aumento dei tassi legato alla guerra in Iran, scoppiata a fine febbraio. La flessione è infatti riconducibile al crollo delle surroghe e delle sostituzioni (-58,7%). Crescono, invece, le erogazioni destinate ai nuovi mutui (+6,6%), sostenendo la ripresa delle compravendite. Maggiormente positivo il dato sulla qualità del credito, con gli indicatori di rischiosità che migliorano: il tasso di default dei mutui è sceso allo 0,45% nel primo trimestre dell’anno e sono in calo anche le sofferenze legate ai mutui residenziali.

L’altro fronte positivo è quello della qualità energetica del patrimonio residenziale: tra il 2024 e il primo semestre del 2026 la quota di abitazioni comprate o vendute con classi energetiche più elevate è salita dal 6% all’8%. Inoltre, il 67% delle abitazioni ristrutturate si trova nelle classi medio-alte sul fronte energetico, quota che sale al 96% nelle nuove costruzioni. Prosegue, intanto, la crescita dei prezzi delle abitazioni: su base annua sono saliti dell’1,4% per le case in ottimo stato e dell’1,8% per quelle in buono stato. Il mercato comunque regge anche grazie alle intenzioni di acquisto che passano dal 2,5% all’8,5% nel confronto tra il primo semestre del 2025 e il primo semestre del 2026.

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