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Iran, missili e droni a Hormuz contro due cacciatorpediniere Usa: "Passati, attacco respinto". Trump: "Con Teheran scaramuccia" - Diretta

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Politica estera

05/05/2026

Adnkronos

Redazione

Stati Uniti e Bahrein consegnano al Consiglio di sicurezza Onu una bozza di risoluzione sulla riapertura dello Stretto con la revoca del blocco iraniano

La guerra tra Usa e Iran è, di fatto, ripartita. La fragile tregua si dissolve su Hormuz, che rimane al centro dello scontro tra i due Paesi anche oggi, martedì 5 maggio, quando due cacciatorpediniere degli Stati Uniti hanno attraversato lo Stretto dopo aver "respinto" attacchi di Teheran tra missili e droni.

Teheran dal canto suo continua ad avvertire gli Stati Uniti perché evitino un approccio militare alla crisi nello Stretto. "Project Freedom è in un vicolo cieco", ha affermato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, secondo il quale tuttavia "i colloqui fanno progressi grazie al generoso sforzo del Pakistan".

Secondo quanto riferisce Axios, citando un funzionario Usa e una fonte informata, gli Stati Uniti hanno avvertito preventivamente l'Iran dell'avvio dell'operazione 'Project Freedom'. Donald Trump ha definito quella in corso con l'Iran una "scaramuccia", perché gli iraniani "non hanno mai avuto una possibilità e lo sanno, me lo dicono anche quando parliamo con loro".

Iran, Pasdaran: "Emirati diventati base principale per forze Usa e sioniste"
 

"Gli Emirati Arabi Uniti sono purtroppo diventati una base principale per le forze statunitensi e sioniste, nemiche del mondo islamico e causa di insicurezza regionale". Lo hanno dichiarato i Guardiani della Rivoluzione, secondo quanto riferisce Press Tv. "Propaganda, false accuse e il fingersi vittime non risolvono i problemi né distorcere il contesto internazionale". 
 

Iran, Caine: "Ha piazzato mine nello Stretto di Hormuz durante il cessate il fuoco"
 

L'Iran ha piazzato mine navali nello Stretto di Hormuz durante il cessate il fuoco iniziato il 7 aprile. E' quanto ha indicato il capo degli Stati maggiori riuniti, il generale Dan Caine, che ha mostrato una mappa con indicata la presenza di ordigni durante un briefing con la stampa. Secondo Caine, Teheran ha posizionato altre mine il 23 aprile, dopo averne già piazzate alcune nelle prime fasi del conflitto. Funzionari americani, secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, ritengono che le mine non chiuderebbero del tutto lo stretto: le navi commerciali potrebbero comunque attraversarlo, evitando gli ordigni. Tuttavia, la loro presenza rende il passaggio più complesso e rallenta il traffico in una delle rotte energetiche più importanti al mondo.
 

Iran, esercito nega attacchi contro Emirati: "Risposta schiacciante se rispondono"
 

L'Iran negli ultimi giorni non ha condotto alcuna operazione missilistica o con droni contro gli Emirati. Lo ha sottolineato il portavoce del quartier generale Khatam al-Anbiya, smentendo quanto sostenuto dal ministero della Difesa di Abu Dhabi. "Avvertiamo che se dal territorio degli Emirati verrà compiuta un'azione contro le isole iraniane, i porti e le coste del nostro Paese. Daremo una risposta schiacciante", ha minacciato il portavoce.
 

Iran, militari del Pakistan: "Serve moderazione"

 

I vertici militari del Pakistan sollecitano "moderazione" e insistono sulla necessità di mantenere la stabilità in Medio Oriente evitando un'ulteriore escalation. Lo fanno con una dichiarazione, rilanciata da Geo News, arrivata in occasione di una conferenza dei comandanti di Corpo d'Armata a Rawalpindi, presieduta dal capo di Stato Maggiore dell'Esercito, il feldmaresciallo Asim Munir, protagonista della difficile mediazione tra Iran e Stati Uniti. 

I vertici militari pakistani, afferma la dichiarazione, "hanno ribadito che pace e stabilità nella regione sono collegate in modo intrinseco a moderazione da parte di tutti, responsabilità e rispetto della sovranità".

In precedenza era intervenuto su X il vicepremier e ministro degli Esteri del Pakistan, Ishaq Dar, per ribadire "l'impegno costruttivo" del Pakistan per "promuovere dialogo e de-escalation nella regione del Golfo". 

Iran, premier incaricato Iraq sente presidente e offre 'mediazione' tra Teheran e Washington
 

Colloquio tra il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, e il premier incaricato dell'Iraq, Ali Al-Zaidi. E' quest'ultimo a riferire via X della telefonata in cui ha offerto il contributo del Paese arabo come possibile mediatore tra Iran e Stati Uniti. Il colloquio, ha scritto al-Zaidi nel post, è servito per "un esame dei rapporti di cooperazione" e per parlare delle "modalità per sostenere e rafforzare" le relazioni. Concordato, annuncia, "uno scambio di visite nella prossima fase". "Abbiamo anche sottolineato la posizione dell'Iraq a sostegno del percorso diplomatico e del dialogo per risolvere le controversie e contenere le crisi", aggiunge, con l'offerta a "contribuire a svolgere un ruolo di mediazione tra la Repubblica islamica dell'Iran e gli Usa".
 

Zaidi ha ricevuto a fine aprile l'incarico per formare il nuovo governo di Baghdad, dopo mesi di stallo e tensioni seguiti alle elezioni di novembre. La sua nomina è arrivata dopo che a gennaio il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva detto chiaramente 'no' a un ritorno dell'ex premier Nuri al-Maliki, considerato una figura con stretti legami sia con le milizie nate nel caos iracheno più di venti anni fa che con l'Iran. E presto, via Truth, Trump si è congratulato con al-Zaidi, auspicando uno "straordinario nuovo capitolo" nelle relazioni tra Washington e Baghdad e rapporti con un Iraq "forte, dinamico e molto produttivo".
 

Iran, media: "Istituita l'autorità per gestire il transito delle navi a Hormuz"
 

L'Iran ha istituito una nuova autorità per regolamentare il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz. Lo riporta l'emittente Press Tv, secondo cui Teheran introdurrà un sistema di autorizzazioni digitali per il traffico marittimo.

"Le navi che intendono attraversare lo stretto riceveranno un'email (all'indirizzo info@PGSA.ir, ndr) con le regole di transito. Dovranno adeguarsi al quadro normativo e ottenere un permesso di passaggio", riferisce il media iraniano.
L'iniziativa, descritta come un sistema di "governance sovrana" e che sembra la risposta di Teheran all'operazione 'Project Freedom' annunciata da Donald Trump, è "operativa" nello Stretto di Hormuz, ha precisato Press Tv

 

Iran, Crosetto: "Nessuna nave Marina partita o in partenza verso Hormuz"
 

"In merito alle interpretazioni circolate nelle ultime ore su alcune dichiarazioni relative a un possibile impiego della Marina Militare nell’area dello Stretto di Hormuz, si ritiene necessario fornire un chiarimento puntuale. Nel corso del mio intervento, il riferimento alla partenza di unità navali e al coinvolgimento delle famiglie del personale era esclusivamente un esempio, volto a sottolineare il livello di sacrificio, la dedizione e la prontezza operativa delle nostre Forze Armate. Non si trattava in alcun modo dell’annuncio di una decisione operativa. Mai mi sarei aspettato che parole pronunciate con l’intento di valorizzare il servizio delle nostre donne e dei nostri uomini in uniforme potessero essere strumentalizzate a fini politici. Tanto più su un tema così delicato, sul quale sia io, sia la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, abbiamo sempre affermato con chiarezza che nessuna decisione sarebbe stata adottata senza aver preventivamente ottenuto l’approvazione del Parlamento. È opportuno ribadire con fermezza che nessuna unità della Marina Militare è partita né è in procinto di partire verso l’area dello Stretto di Hormuz''. Lo dichiara il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
 

''Come già spiegato in più occasioni, un eventuale impiego potrà avvenire esclusivamente a seguito della cessazione delle ostilità e previa autorizzazione del Parlamento - aggiunge - Nel frattempo, la Marina Militare continua a svolgere le proprie attività di pianificazione e preparazione, mantenendo il livello di prontezza necessario per contribuire, qualora richiesto, a operazioni di sminamento e alla sicurezza della navigazione in un nodo strategico di rilevanza globale. Su questioni di questa natura è fondamentale mantenere un approccio responsabile e rigoroso, evitando letture distorte che rischiano di generare allarme ingiustificato nell’opinione pubblica".
 

Iran, Pasdaran: ''Corridoio Hormuz unica rotta sicura, risposta dura in caso deviazioni"
 

I Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, rilanciano il loro "avvertimento" per lo Stretto di Hormuz e minacciano risposte "incisive". "Avviso ripetuto: avvertiamo tutte le imbarcazioni che intendono attraversare lo Stretto" di Hormuz che "l'unica rotta sicura per il passaggio è il corridoio annunciato in precedenza dalla Repubblica islamica dell'Iran", fanno sapere, secondo le notizie riportate dai media ufficiali di Teheran e rilanciate dalla Cnn. "La deviazione di imbarcazioni verso altre rotte è pericolosa e la risposta saranno azioni incisive dalla Marina delle Guardiani della rivoluzione", aggiungono.
 

Iran, capo Idf: "Pronti a reagire con la forza a eventuali attacchi"
 

Le Forze di difesa israeliane (Idf) sono "pronte a reagire con la forza" a qualsiasi minaccia proveniente dall'Iran. Lo ha dichiarato il capo di Stato maggiore israeliano, Eyal Zamir, durante una cerimonia di passaggio di consegne al vertice dell'Aeronautica militare. "Le nostre forze sono dispiegate su tutti i fronti, pronte nell'immediato per qualsiasi scenario, vicino o lontano", ha affermato Zamir, citato dal Times of Israel. Il capo di Stato maggiore ha inoltre spiegato che l'esercito israeliano sta "monitorando da vicino gli sviluppi nel Golfo Persico" ed è pronto a reagire "con la forza contro qualsiasi tentativo di colpire Israele".
 

Iran, Trump: "Ne parlerò con Xi, è stato molto rispettoso"
 

Il presidente americano Donald Trump ha affermato che discuterà della guerra con l'Iran con l'omologo cinese Xi Jinping. "E' stato molto gentile a riguardo e molto rispettoso - ha detto ai giornalisti nello Studio Ovale - la Cina non ci ha sfidato e non ci sfida. Penso che non lo faccia perché ci sono io". Xi - ha aggiunto Trump - "è un tipo in gamba con cui sono in ottimi rapporti", e con cui "facciamo un sacco di affari e molti soldi". 
 

Iran, Trump: "Dovrebbero sventolare bandiera bianca"
 

Gli iraniani "dovrebbero sventolare la bandiera bianca della resa". Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, parlando ai giornalisti nello Studio Ovale. 
 

Pechino, domani colloquio Araghchi-Wang
 

E' previsto per domani un faccia a faccia tra il capo della diplomazia cinese, Wang Yi, e il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in visita nel gigante asiatico su invito di Pechino. Lo ha confermato un portavoce del ministero degli Esteri cinese, dopo le notizie arrivate stamani da parte iraniana. La missione è a pochi giorni dall'attesa visita di Donald Trump in Cina, prevista per il 14 maggio. La data non è stata sinora confermata ufficialmente dal Dragone.
 

Teheran contesta revoca spunta blu a Araghchi su X, 'pirateria digitale'
 

Teheran ha accusato X, il social di proprietà di Elon Musk, di "censura selettiva" dopo la revoca della spunta blu dagli account del ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, del suo portavoce, Esmaeil Baghaei, e del ministero degli Esteri. In un post sul social, lo stesso Baghaei ha denunciato quella che ha definito una decisione "arbitraria" e di "pirateria digitale americana" che ha l'obiettivo di "soffocare la verità riguardo la guerra illegale degli Stati Uniti contro l'Iran".
 

Iran, Trump: "Se avessero avuto arma nucleare forse non saremmo qui ora"
 

L'Iran "era a due settimane dall'avere un'arma nucleare", e se ci fosse riuscito, "forse non saremmo tutti qui in questo momento". Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, parlando dallo Studio Ovale. "Il Medio Oriente sarebbe sparito, Israele sarebbe sparito - ha proseguito - E avrebbero puntato prima sull'Europa e poi su di noi. Perché sono persone malate

Trump: "Con Teheran una scaramuccia, non hanno possibilità e lo sanno"
 

Donald Trump ha definito quella in corso con l'Iran una "scaramuccia", perché gli iraniani "non hanno mai avuto una possibilità e lo sanno, me lo dicono anche quando parliamo con loro". Parlando dallo Studio Ovale, il presidente americano si è rivolto a un gruppo di bambini: "Non possiamo permettere all'Iran di avere un'arma nucleare. Forse siete troppo giovani per questo, ma probabilmente ne capite più di tutti. Non possiamo permettere a un gruppo di lunatici di avere un'arma nucleare".
 

Nel frattempo gli Stati Uniti e il Bahrein hanno consegnato al Consiglio di sicurezza Onu una bozza di risoluzione riguardante la riapertura di Hormuz con la revoca del blocco iraniano. La versione definitiva dovrebbe essere presentata l'8 maggio, ma intanto nella bozza i due Paesi hanno scritto che le azioni dell'Iran costituiscono una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali.

 

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