03/06/2026
da La Notizia
Flessibilità con beffa dall’Ue: il taglio delle accise è sempre più a rischio. La Commissione Ue concede flessibilità all'Italia sull'energia, ma sottolinea che non si potrà usare per tagliare le accise.
Sì alla flessibilità per l’energia, ma non per il taglio delle accise. Il governo italiano ha poco da festeggiare per l’apertura della Commissione Ue sulle deroghe al Patto di stabilità per l’energia. E il perché lo spiega chiaramente il commissario europeo, Valdis Dombrovskis: la flessibilità supplementare che verrà concessa “non copre le misure che sovvenzionano l’uso di carburanti fossili come le riduzioni non mirate della tassazione”.
La Commissione sostiene che le misure messe finora in atto dal governo italiano, a partire proprio dal taglio delle accise su benzina e diesel, sono incentivi non mirati e che vanno nella direzione opposta rispetto a quella auspicata, ovvero una riduzione del ricorso ai combustibili fossili, essendo di fatto una sorta di incentivo all’utilizzo di carburante.
Sì alla flessibilità Ue, ma non per incentivare i consumi di carburante
“Le nostre raccomandazioni restano invariate – spiega Dombrosvkis – servono misure temporanee e mirate, che non alimentino la domanda di carburanti fossili perché ora fronteggiamo uno shock dell’offerta”. Di certo, quindi, l’Ue non concederà flessibilità per tagliare le accise e incentivo l’uso dei carburanti.
Dombrosvkis, incontrando un gruppo ristretto di media tra cui l’Ansa, ha chiarito che il taglio alle accise è da escludere: “Non un sostegno ai combustibili fossili”, dice in riferimento alla flessibilità che verrà concessa. Non saranno solo investimenti in senso stretto, ha spiegato, ma anche “misure che accelerino la transizione lontano dai combustibili fossili, quindi possono esserci misure di sostegno alle famiglie”. Ma quando gli si chiede se questo possa comprendere tagli alle tasse sull’energia la risposta è stata semplicemente “no”.
Il peso del taglio delle accise: quanto costa all’Italia
Nelle raccomandazioni all’Italia nell’ambito del pacchetto di primavera, la Commissione stima anche l’impatto del taglio delle accise sul bilancio italiano. Il nostro Paese, si legge, ha “adottato misure di politica fiscale volte a mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia sulle famiglie e sulle imprese”, tra cui la “riduzione non mirata delle accise sui carburanti” e il credito d’imposta per le imprese del trasporto su strada, di pesca e agricole. Il costo di bilancio di queste misure ammonta attualmente a circa lo 0,1% del Pil italiano nel 2026. Ma secondo la Commissione, se queste misure dovessero essere confermate fino a fine anno, il costo salirebbe allo 0,3% del Pil del 2026.

