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Il Regno Unito potrebbe avere le ore contate: tra Epstein files e Trump, Scozia, Galles e Irlanda verso l'indipendenza

Il Regno Unito potrebbe avere le ore contate: tra Epstein files e Trump, Scozia, Galles e Irlanda verso l'indipendenza

Politica estera 

14/09/2026

da Fanpage

Valerio Nicolosi

Il Regno Unito potrebbe avere le ore contate: i premier di Scozia, Galles e Irlanda del Nord si riuniranno oggi per firmare un documento e chiedere l'indipendenza dei tre paesi.

Al tavolo ci sarà anche la leader dello storico partito indipendentista irlandese Sinn Féin, che dalla Repubblica d'Irlanda continua la lotta per la riunificazione.Le cause dell'accelerazione: leadership locali e fattore Trump
Questa accelerazione è dovuta a due fattori. Il primo è che i tre premier sono espressione di partiti indipendentisti, una situazione mai verificatasi nella storia del Regno Unito. Il secondo motivo è la spinta indiretta di Donald Trump: in visita a Dublino per questioni personali, si è espresso a favore della riunificazione irlandese. Da qui la spinta ad accelerare il processo per rimuovere l'Irlanda del Nord dal controllo del Regno Unito.

I punti fondamentali e la spinta verso l'Unione Europea
I quattro punti fondamentali del documento per l'indipendenza sono: Economia e tasse, adesione all'Unione Europea, autonomia e autodeterminazione legislativa e decisionale, cooperazione internazionale.

Scozia e Galles aderirebbero direttamente all'Unione Europea come paesi membri, presentando richiesta immediatamente dopo l'indipendenza. L'Irlanda del Nord verrebbe invece annessa alla Repubblica d'Irlanda, diventando di conseguenza e automaticamente territorio UE.

In un momento di crisi politica profonda, con l'estrema destra in avanzamento e la bocciatura referendaria dell'adesione in Islanda, questa prospettiva può rappresentare per Bruxelles un'ottima opportunità politica per rilanciare il progetto europeo, aprendo una trattativa diretta con Londra per una nuova eventuale adesione su basi completamente differenti.

La deriva neofascista e la crisi della corona
Un altro segnale importante in controtendenza arriva dalla spinta dell'estrema destra: Nigel Farage è in crescita in Inghilterra, dove nei giorni scorsi 500 neofascisti con il passamontagna si sono radunati in prossimità di Portsmouth per respingere i 40 migranti in arrivo via mare al grido di "Christ is King".
Una deriva che non piace a Galles, Scozia e Irlanda del Nord, determinate a separarsi da Londra.

La crisi della Corona e l'ipotesi della Repubblica
Oltre alle storiche rivendicazioni di indipendenza dei tre Paesi, c'è anche la crisi della famiglia reale: i Windsor, infatti, dopo la morte della regina Elisabetta II vivono una fase particolare tra liti di famiglia, accuse da parte degli eredi, fughe all'estero, riavvicinamenti e, soprattutto, scandali legati agli Epstein files. Se è vero infatti che la vicenda dell'ex principe Harry e di sua moglie Meghan Markle possa essere relegata a una lite in famiglia e al gossip, la vicenda che ha colpito l'ex principe Andrea è di tutt'altro spessore: un predatore sessuale con un giro di vittime giovani legate al finanziere Jeffrey Epstein. L'arresto e le accuse prima per cattiva condotta in ufficio pubblico e successivamente per abusi sessuali compiuti in una residenza reale hanno gettato ulteriori ombre sulla famiglia Mountbatten-Windsor.

Il movimento repubblicano sta crescendo anche in Inghilterra: lo scorso maggio è stato organizzato per il terzo anno il "Republic Day" davanti a Buckingham Palace, con slogan come "Not my King" e "Abolish monarchy".

Le resistenze di Westminster
Ufficialmente, per indire un referendum per l'indipendenza serve l'ok definitivo del primo ministro britannico. Per il momento, Andy Burnham ha dichiarato di voler far rispettare gli Accordi del Venerdì Santo per quanto riguarda l'Irlanda del Nord, convocando una consultazione solo in caso di intesa tra unionisti e indipendentisti. Nel caso della Scozia c'è il precedente del 2014, quando il referendum fu bocciato dal 55% degli scozzesi. Il Galles, storicamente laburista, ha oggi una maggioranza indipendentista e può fare sponda agli altri due Paesi.

Insomma, tra Londra, Cardiff, Edimburgo, Belfast e Dublino c'è un forte dinamismo politico: vedremo cosa accadrà.

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