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Il poco di CIA utile ripiomba nel segreto

Il poco di CIA utile ripiomba nel segreto

Politica estera 

15/02/2026

da Remocontro

Ennio Remondino

Segreta ma spesso infiltrata e sospettabile molte volte, anzi, meglio sempre. Ma sino a ieri esisteva un micro archivio di grande utilità pubblica che filtrava fatti, geografia e storia dai segreti di Stati, di lobby, di trame, assassinii e guerre. La Cia  ha chiuso il ‘World Factbook’ senza dire perché. Noi aggiungiamo qualche nostro segreto svelato dalla lontana Loggia P2 parlando di Cia.

La cronaca del fattaccio

A partire dal 4 febbraio la CIA ha oscurato le pagine del proprio World Factbook, una sorta di grande enciclopedia online con schede e informazioni su centinaia di paesi e regioni, che era gratuita e accessibile a tutti. La CIA, stranota e molto sospettata principale agenzia di intelligence statunitense per l’estero, offriva al mondo di noi gente comune il ‘World Factbook’, una risorsa molto nota, affidabile usata in diversi ambiti, e impossibile da sostituire. La CIA -denuncia il Post-, non ha spiegato il motivo della cancellazione, fatta senza preavviso e in modo sorprendente. «Per decenni l’agenzia aveva lodato il World Factbook come un servizio indispensabile, e il sito era consultato da milioni di persone ogni anno». Ma, peggio nel peggio, oltre a questo, «la CIA non si è limitata a smettere di aggiornare il sito, ma ha oscurato l’intero archivio. Le schede sui vari paesi non sono più raggiungibili e al loro posto c’è un comunicato che dice che il World Factbook è tramontato».

Addio misterioso e ovviamente ‘segreto’

Andate e verificare anche voi e digitando ‘World Factbook’.

  • «Spotlighting The World Factbook as We Bid a Fond Farewell
  • February 4, 2026»
  • «Riflettori puntati sul World Factbook mentre gli diciamo un affettuoso addio
  • 4 febbraio 2026»

Il sito aveva una grande quantità di informazioni, suddivise per schede dedicate a singoli paesi e regioni. C’erano molti dati geografici e demografici, ma anche informazioni storiche, curiosità e dettagli utili per prepararsi a un viaggio, per esempio sui numeri da chiamare in caso di emergenza o sul tipo di presa elettrica più diffuso.

Il volto onesto della Cia

Le informazioni del World Factbook erano pubbliche, non protette da diritto d’autore e potevano essere condivise e riprodotte liberamente. Strano che fosse proprio la CIA a gestirlo, anche se manca una vara analisi sulla correttezza dei dati diffusi. Il World Factbook venne creato nel 1962, e almeno all’inizio era riservato. Diventò pubblico nel 1971, e nel 1997 la CIA creò anche la versione digitale. Le schede venivano aggiornate regolarmente, e ogni anno veniva pubblicata una nuova edizione stampata.

Cia reticente per mestiere

Oltre a essere consultato da molte persone negli Stati Uniti, il sito era anche usato da ricercatori, giornalisti e accademici nel resto del mondo, proprio perché era ritenuto una fonte più affidabile di altre. In un certo senso contribuiva anche a rafforzare l’importanza e l’influenza degli Stati Uniti al di fuori dei loro confini, nei settori dell’informazione e della cultura: comunque uno degli strumenti del cosiddetto ‘soft power’ statunitense, il «potere morbido» con cui gli stati cercano di condizionare altri paesi senza usare la forza.

Solo i tagli di Trump o qualcosa d’altro dietro?

Un’esperienza diretta con la Cia molto prima di Remocontro. E senza svelare segreti ancora tali, crediamo. Inchiesta Rai sull’omicidio di Olof Palme: un telegramma dall’America del sud al Gran maestro della Loggia massonica P2 Licio Gelli: «L’albero svedese sarà abbattuto». E alcuni giorno dopo il Palme svedese viene assassinato per strada. Il mondo a interrogarsi e qualche giornalista ad indagare. In Italia torna bersaglio la già nota loggia segreta P2 che, a dare un segnale chiaro ai cronisti impiccioni, il Gran Maestro che chiede al cronista che vi sta raccontando, «10 miliardi di (allora) lire a puro titolo simbolico nulla potendo risarcire il banno a me arrecato». Povero Gelli e povero cronista che dieci anni dopo rifiuta di pagare un solo euro, quello davvero simbolico, e vince almeno lì . Ma la storia dell’inchiesta Rai su Cia-P2 ci porterebbe a scrivere un libro. E qui stiamo parlando di Cia e di mancati segreti.

Segreti reali e risposte sbagliate

Il non innamorato cronista si rivolge alla Cia per sapere di Gelli, post fascista molto sospettabile sul fronte atlantico. La richiesta legale sulla base del FOIA, il ‘Freedom of Information Act’ sulla trasparenza degli atti governativi Usa. La prima risposta è negativa secca, come scontato. Quella ripetuta attraverso uno studio legale, merita più attenzione. Ripetendo di non poter rispondere, sulla base delle leggi e paragrafi elencati. Dettaglio chiave, «la tutela delle ‘fonti del servizio segreto!’». Anche la Cia può essere molto scema (o molto furba a togliersi di torno un rompiscatole fastidioso e scaricare un aspetto imbarazzante dei suo passato). Se trovo da qualche parte quel documento ve lo propongo in fotocopia.

E scusare per la deviazione, ma parlare di Servizi segreti sollecita l’antico ex cronista investigativo.

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