05/11/2026
da Il Fatto Quotidiano
Le priorità elencate dal vicepresidente per riconquistare elettori: "Costo della vita e inflazione, America First e rapporto con Israele". E il primogenito di Donald lo ricondivide
Che dietro la batosta ci sia lo zampino della guerra in Iran, dopo le promesse di allontanare gli Usa dai conflitti in giro per il mondo, lo hanno capito tutti. Però Donald Trump, nonostante la batosta nelle elezioni di Midterm che hanno consegnato Camera e Senato ai democratici, assicura che la rifarebbe, mentre il suo vice JD Vance sembra totalmente in disaccordo. In un lungo post pubblicato su X, fa mea culpa: “La ragione per cui abbiamo perso è la guerra. Il presidente stesso lo ha detto la notte scorsa”.
La presa di distanza, tuttavia, è netta. Perché, sì, l’inquilino della Casa Bianca ha ammesso anche lui che i bombardamenti in Iran e le conseguenze sull’economia mondiale hanno avuto un ruolo, ma non rinnega nulla: “Il prezzo della benzina è salito nel breve termine, e probabilmente quello è il motivo – ha spiegato – ma lo rifarei, non si può permettere all’Iran di avere un’arma nucleare. Ne è valsa la pena, non avevamo scelta”. Anzi, nel tardo pomeriggio italiano, quasi corregge il tiro spiegando che a suo avviso “non è stata tanto la guerra” quanto il “caroprezzi”. Mentre il ragionamento del suo vice – sposato anche dal primogenito del presidente, Donald Jr., sembra essere molto più dritto.
Insomma, i massimi livelli della politica Usa paiono essere andati in tilt. O più banalmente giocano al poliziotto buono e poliziotto cattivo, con Vance che butta un occhio anche alle presidenziali del 2028, alle quali potrebbe essere il candidato dei Repubblicani. Il vice presidente americano ha sostenuto che il risultato non sia stato determinato da un problema di affluenza alle urne, ma dalla scelta di molti elettori che avevano votato Gop nel 2024 di passare ai democratici. L’analisi di Vance parte da un sondaggista che ha definito “una delle persone più preparate che conosca in politica” e che gli aveva anticipato, il giorno prima del voto, una sconfitta repubblicana di 13 punti nelle intenzioni di voto per il Congresso.
Una previsione che, ha ammesso il vice presidente, lo aveva sorpreso, nonostante il pessimismo della vigilia. Dalle rilevazioni dello stesso sondaggista emergeva infatti che molti elettori di Trump nel 2024, delusi e arrabbiati, erano intenzionati a votare per i democratici. Interpellati su cosa avrebbe potuto convincerli a tornare a sostenere i repubblicani, avevano indicato quattro priorità: “Mettere fine alla guerra, concentrarsi sul costo della vita e sull’inflazione, rimettere l’America al primo posto e cambiare il rapporto con Israele”.
Vance ammette: “Il nostro elettorato è andato a votare. E sono proprio queste quattro ragioni che hanno spinto molti a scegliere i democratici”, ha scritto Vance. Il vice presidente ha quindi difeso Rachel Campos-Duffy, conduttrice televisiva di Fox News e moglie del segretario ai Trasporti Sean Duffy, finita al centro delle critiche lunedì per aver invocato una soluzione diplomatica al conflitto. Secondo Vance, alla luce dei risultati elettorali, il suo consiglio politico si era rivelato fondato.
A sorprendere, non ci sono solo le parole di Vance ma anche chi, tra i suoi follower, ha ripostato l’intervento: “Condivido ogni parola”, ha commentato Donald Trump Jr., primogenito del presidente americano, rimettendo in circolo il lungo post del vicepresidente. Entrambi avevano espresso in privato riserve sulla guerra, che secondo molti sostenitori di Trump ha tradito la promessa di non avviare nuovi conflitti all’estero.

