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Il gasolio di Putin a Trump beffa l’Europa ‘volenterosa’

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11/10/2026

da Remocontro

Remocontro

Trump riapre al gasolio russo per abbassare i prezzi americani. La contraddizione è politica: la pressione su Mosca viene allentata quando il suo costo diventa scomodo per Washington. Agli alleati resta solo da adattarsi. Ucraina in trincea con i bersagli dei suoi droni, Europa valleitaria dei volonterosi e quella esausta dalle sanzioni.

Gasolio russo salva America

Trump ha annunciato oltre 300 mila tonnellate disponibili subito, altre 500 mila in novembre e un milione successivamente. E ulteriori consegne subordinate alle condizioni delle raffinerie russe, se i droni ucraini con colpiscono troppo. Un colpo vincente per gli Stati Uniti. Il rincaro del gasolio raggiunge agricoltura, trasporti e prezzi alimentari. Prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre, l’amministrazione cerca un risultato riconoscibile agli elettori, e questo –se tradotto in gasolio meno caro alle pompe-, lo sarebbe certamente.

Rincari perdenti della guerra

Secondo Reuters, i prezzi americani sono aumentati del 70% dall’inizio della guerra contro l’Iran, il 28 febbraio. La Casa Bianca cerca ora soluzione anche attraverso forniture del Paese che le sanzioni avrebbero dovuto mettere sotto pressione. Per l’America una e sola, non c’è regola o restrizione che valga. Ed ecco la nuova regola dell’America First di Trump: quando Washington modifica unilateralmente la propria linea, l’interesse nazionale americano diventa il criterio al quale gli altri devono adeguare strategie e sacrifici.

Dal dire al fare

Ma gli annunci di Trump non costituiscono da soli una garanzia economica. La licenza generale numero 135 del Tesoro americano autorizza fino al 7 aprile 2027 determinate transazioni relative a vendita, consegna, scarico e importazione del gasolio russo, compresa l’importazione negli Stati Uniti, precisa Giuseppe Gagliano. Mantiene un’esclusione per gli addebiti sui conti americani della banca centrale russa, del fondo sovrano e del ministero delle Finanze. È una deroga ampia e mirata, mentre le sanzioni europee restano un ordinamento distinto.

La Russia vitale al mercato

La Russia torna a essere un fornitore utile alla stabilità dei prezzi. E qui emerge il problema militare ucraino. Gli attacchi alle raffinerie russe mirano a ridurre disponibilità di carburante e capacità economica di Mosca. L’intesa può attenuarne alcuni effetti finanziari con sbocchi commerciali, ma non garantisce che i danni industriali saranno trascurabili. E per Kiev, la divergenza è pesante: l’alleato cerca carburante economico a dal Paese contro cui l’Ucraina combatte. Washington cerca sollievo alla pompa e Kiev deve ridurre le risorse della macchina bellica russa.

Unione europea ultima e sola

La fragilità europea ha misure confuse. L’8 ottobre la Commissione ha riferito che gli stoccaggi di gas sono inferiori ai livelli storici, ma che si può comprare. L’ovvio che non garantisce condizioni sostenibili per famiglie e imprese. Circa 53 miliardi di euro la spesa aggiuntiva europea per importazioni fossili dall’inizio del conflitto mediorientale. È una misura concreta dell’esposizione economica alle crisi esterne. La sicurezza degli approvvigionamenti ha un costo che può erodere competitività, investimenti e capacità di protezione sociale.

La lezione da quel gasolio russo

  • «La lezione dell’accordo è severa», denuncia ancora Galliani. Gli Stati Uniti conservano la libertà di rivedere le proprie misure a loro interesse esclusivo mentre l’Europa rischia di sostenere impegni onerosi con un potere negoziale più debole. Una strategia credibile dovrebbe reggere anche quando l’alleato cambia priorità. Trump offre a Putin spazio commerciale per cercare sollievo elettorale. Bruxelles dovrebbe rispondere rafforzando la capacità di decidere. Fino ad allora l’autonomia europea sarà una promessa esposta alle decisioni altrui.
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