07/09/2026
da Fanpage
A spingere Alternative fur Deutschland al successo è anche il sostegno della Casa Bianca e del Cremlino. Un paradosso, ma fino a un certo punto.
C’è un curioso paradosso che caratterizza Alternative fur Deutschland, la forza politica di estrema destra tedesca che ha trionfato in Sassonia, il piccolo lander dell’ex Germania dell’est in cui si è votato ieri: che è la forza politica tedesca preferita sia da Donald Trump sia da Vladimir Putin.
Che l’estrema destra tedesca piaccia moltissimo al mondo MAGA e alla Casa Bianca non è un mistero: Elon Musk e il vice presidente americano JD Vance hanno più volte auspicato la vittoria di AfD in Germania, sin dalle ultime elezioni federali, e soprattutto l’alleanza di questa forza politica che bordeggia il neonazismo con la destra moderata della CDU.
Allo stesso modo, non è un mistero che AfD sia una forza politica dichiaratamente filorussa, che auspica la fine degli aiuti militari europei all’Ucraina e la resa di Kiev ai voleri di Putin e, addirittura, la fine della permanenza della Germania nella Nato.
La diciamo meglio: a sostenere AfD sono sia la superpotenza che spinge la Germania ad armarsi contro la Russia, sia la superpotenza che spinge la Germania ad abbandonare l’alleanza militare anti-russa.
È un paradosso apparente, in realtà. Perché Trump e Putin sull’Europa, la pensano allo stesso modo. Entrambi vogliono la fine dell’Unione Europea. Ed entrambi sanno per uccidere l’Unione Europea devono puntare sulla Germania.
La diciamo meglio: se davvero AfD finirà per governare in Germania – e se andiamo avanti così succederà prima di quanto possiamo immaginare – potremo dire addio ad ogni ipotesi di unione politica, di difesa comune, di costruzione di una forza geopolitica europea. Di fatto, l’Europa tornerebbe a essere divisa in sfere di influenza: satelliti di Washington da un lato, satelliti di Mosca dall’altro. Una prateria in cui sia Trump e le sue tecnodestre, sia Putin e i suoi oligarchi potrebbero avere campo libero per fare quel che vogliono.
A paradosso si aggiunge paradosso, insomma: che la vittoria delle destre nazionaliste, alla fine, consegna la Germania e l’Europa a un futuro di subalternità nei confronti delle due grandi potenze straniere tra cui è schiacciata. Alla dipendenza dai sistemi d’arma e dalle tecnologie di sorveglianza americane, così come alla dipendenza dalle fonti fossili che la Russia vuole tornare a vendere all’Europa.
Alla gente che vota AfD tutto questo importa poco, forse nemmeno lo vede. Sono persone che, semplicemente, hanno paura: della crisi economica, degli stranieri, dell’Islam, di quel che volete voi. A tutta questa paura, l’Unione Europea e le forze politiche che la sostengono dovrebbero offrire un’alternativa di speranza, una prospettiva di benessere o anche solo un’idea di futuro.
Se prima o poi saranno capaci di farlo, senza fare semplicemente delle destre uno spauracchio, senza rispondere alla paura con la paura, senza fare sante alleanze costruite sul nulla, avranno almeno una possibilità di cambiare il destino dell’Europa. Altrimenti, spiacenti, AfD e i suoi amici, avranno campo libero, per la gioia della Casa Bianca, del Cremlino e dei miliardari amici loro.
Altrimenti, la vittoria di AfD di oggi sarà solo la fine della caduta, e l’inizio dell’atterraggio.

