ATTUARE LA COSTITUZIONE PER CAMBIARE L'ITALIA

ATTUARE LA COSTITUZIONE PER CAMBIARE L'ITALIA

ATTUARE LA COSTITUZIONE PER CAMBIARE L'ITALIA

Hormuz, il nuovo Vietnam americano?

Hormuz, il nuovo Vietnam americano?

 

Politica estera

11/05/2026

da Remocontro

Ennio Remondino

 

Una petroliera passa lo stretto di Hormuz usando rotta indicata dalle forze armate di Teheran e beffa l’impossibile blocco navale minacciato inutilmente da Trump. L’Iran respinge il piano Usa, ‘richieste eccessive’. Trump: «Non mi piace la loro risposta». Continuano i raid israeliani sul Libano in beffa al mondo.

L’Iran respinge il piano Usa

«Non mi piace la loro risposta, è inappropriata», commenta Trump che forse non sa più cosa inventarsi per giustificare il fallimento politico dell’azzardo Iran cambiando toni. E parla ormai solo al futuro quasi infinito: «Gli Usa monitorano le scorte residue di uranio arricchito di Teheran e ‘a un certo punto’ se ne impadroniranno». Il petrolio guadagna oltre il 3% col mancato accordo e chi sa chi ci guadagna. Gesti simbolo: le autorità iraniane hanno intanto rilasciato Mohammadi: la premio Nobel per la pace trasferita a Teheran per cure mediche. Oggi a Bruxelles riunione dei ministri degli Affari esteri Ue. Parigi e Londra presiederanno domani una riunione di quelli della Difesa su Hormuz.

Lo Stretto controllato da Teheran

Una petroliera che trasportava greggio iracheno ha attraversato lo stretto di Hormuz ieri, utilizzando una rotta designata dalle forze armate iraniane. Lo riporta l’agenzia di stampa Tasnim News, affiliata ai pasdaran. Secondo Tasnim si tratta della Agios Fanourios che, dopo aver lasciato lo stretto, si trova ora nel Golfo dell’Oman, diretta al porto vietnamita di Nghi Son. La Agios Fanourios e una seconda petroliera, la Kiara M, hanno lasciati ieri il Golfo Persico spegnendo i sistemi di tracciamento. Inoltre La Agios Fanourios sarebbe riuscita a passare dopo aver fallito il passaggio attraverso lo stretto in almeno due precedenti tentativi, da quando ha caricato greggio Basrah Medium il 17 aprile. Le due petroliere hanno a bordo complessivamente quattro milioni di barili provenienti dall’Iraq.

Uranio sì uranio no. Le scuse traballano

«Gli Stati Uniti stanno monitorando le scorte residue di uranio arricchito dell’Iran e, “a un certo punto”, se ne impadroniranno». Donald Trump, in un’intervista prima che fosse ufficializzata la risposta di Teheran alla proposta di pace Usa. Insomma, il classico ‘prima o poi’ del probabile mai. Malgrado abbia sostenuto che l’intervento militare fosse finalizzato a garantire che l’Iran non potesse mai dotarsi di un’arma nucleare, vantandosi peraltro di aver bombardato i siti nucleari del Paese la scorsa estate, Trump ha liquidato l’ipotesi che Teheran detenga ancora una quantità significativa di uranio, quasi idoneo a fabbricare ordigni bellici, materiale che, a detta degli ispettori internazionali, sarebbe verosimilmente sepolto proprio in quei siti.

Minaccia atomica o minaccia di ‘zucca’?

  • Ad aprile Trump ha affermato di “non curarsi affatto” dell’uranio arricchito, in quanto situato a una profondità eccessiva nel sottosuolo. Nell’intervista diffusa domenica ha ribadito che gli Stati Uniti stanno monitorando il sito, avvertendo che “se qualcuno dovesse avvicinarsi a quel luogo, ne verremmo a conoscenza e lo faremmo saltare in aria”.

Teheran dei minacciosi silenzi

L’Iran, silenzioso, lascia Trump a straparlare e col poco che serviva dire, colpisce a fondo. «La proposta americana avrebbe significato la sottomissione alle eccessive richieste del presidente Donald Trump», riferisce la televisione statale Press Tv. Il piano iraniano sottolinea la necessità della fine delle sanzioni, del rilascio dei beni e delle proprietà ‘sequestrate al Paese’, e che gli Stati Uniti paghino riparazioni di guerra e riafferma la sovranità dell’Iran sullo Stretto di Hormuz.

Trump e l’amara realtà

Il fatto che al presidente Donald Trump non piaccia la proposta di pace dell’Iran «non ha importanza», ha dichiarato una fonte iraniana all’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, citata da Sky News. «Nessuno in Iran scrive piani per compiacere Trump. Il team negoziale deve scrivere piani solo per i diritti della nazione iraniana, e quando Trump non ne è soddisfatto, naturalmente è meglio.Trump in generale non ama la realtà; per questo motivo viene costantemente sconfitto dall’Iran».

Intanto Netanyahu fa quello che vuole

  • Un raid aereo israeliano sulla città di Abba, avvenuto questa mattina, ha causato due morti e cinque feriti, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa libanese Nna. Lo scrive Al Jazeera, secondo cui gli aerei da guerra hanno ripreso i raid sulla città di Kfar Remman, anch’essa nel Libano meridionale, per la seconda volta in meno di un’ora.
share