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Espansione di Gerusalemme e nuova stretta sulla Cisgiordania. Netanyahu affossa la soluzione dei due Stati e scatena l’ira dei sauditi

Espansione di Gerusalemme e nuova stretta sulla Cisgiordania. Netanyahu affossa la soluzione dei due Stati e scatena l’ira dei sauditi

Politica estera 

16/02/2026

da La Notizia

Netanyahu mette fine al sogno dei due Stati annunciando l’espansione di Gerusalemme nei territori palestinesi e la nuova stretta sulla Cisgiordania. Ira di Riyad: “Israele viola il diritto internazionale” . Nuovo insediamento israeliano verso Gerusalemme Est e strette sulla Cisgiordania. Riyad attacca: “Nessuna sovranità su terre palestinesi”.

Una firma su una legge controversa, fortemente voluta dal governo di Benjamin Netanyahu, erode ancor di più i diritti del popolo palestinese e, nel silenzio degli Usa di Donald Trump e dell’Ue di Ursula von der Leyen, fa riesplodere le tensioni in Medio Oriente. Con una mossa inattesa, Tel Aviv ha annunciato la creazione di un nuovo insediamento che finisce per espandere la città di Gerusalemme verso est, penetrando nel cuore della Cisgiordania, formalmente guidata dalle autorità palestinesi ma nei fatti occupata sine qua non dall’Idf.

Il nuovo insediamento a Gerusalemme

Il progetto, firmato dai ministeri israeliani delle Finanze e degli Alloggi, prevede la creazione di circa 2.780 nuove unità abitative su 500 dunam di terreno tra Hizma e Al-Ram, due città palestinesi che già in passato hanno subito decisioni dall’alto prese dal governo di israeliano e in palese violazione del diritto internazionale. Formalmente si parla di una semplice espansione di un “quartiere”, ma sostanzialmente, secondo Peace Now, si tratta di un’operazione ben diversa.

Come fanno notare dall’associazione, per la prima volta dal 1967 Gerusalemme verrebbe estesa fisicamente alla Cisgiordania con un’operazione destinata a scatenare polemiche. Un passo che l’organizzazione pacifista non esita a definire come “un’annessione clandestina”, mascherata dal governo Netanyahu come una pura e semplice operazione di pianificazione urbana.

In Cisgiordania arrivano nuove strette al potere palestinese

E purtroppo non è tutto perché il governo israeliano ha approvato anche l’avvio di un processo di registrazione fondiaria in Cisgiordania, consentendo di classificare vaste aree come “terre statali”. Una formula in ‘politichese’ che suona quasi innocua, ma che nei fatti aumenta a dismisura il controllo israeliano sui territori occupati.

Detto senza fronzoli quanto annunciato dal governo Netanyahu costituisce un’ulteriore compressione dello spazio palestinese, sia fisico che politico, che assesta un altro devastante colpo alla prospettiva dei due Stati, più volte rinnegata dal governo di Tel Aviv e già ridotta a una fotografia sbiadita.

Riyad alza la voce: “Da Israele misure illegali”

Ma questa volta, malgrado il silenzio dell’occidente, la reazione a quello che viene definito come “l’ennesimo atto di sciacallaggio” è arrivata dall’Arabia Saudita che ha condannato duramente le decisioni israeliane. Secondo Riyad, infatti, “non esiste alcuna sovranità israeliana sulla terra palestinese occupata” e imporre una nuova realtà giuridica e amministrativa in Cisgiordania, per giunta senza alcuna interlocuzione con le autorità palestinesi, costituisce un “pericoloso precedente”.

Il governo dell’Arabia Saudita parla senza mezzi termini – e a ragion veduta – di una “grave violazione del diritto internazionale” e di “un’aggressione diretta al diritto del popolo palestinese di avere uno Stato indipendente, con Gerusalemme Est come capitale” che, al contrario, era stata sancito dagli accordi internazionali sottoscritti nei decenni scorsi e che, almeno nei progetti, avrebbe dovuto portare alla coesistenza pacifica tra Israele e la Palestina.

La posizione italiana e la richiesta del Movimento 5 Stelle

Manovre di Israele che stanno avendo eco anche in Italia, con i parlamentari M5S delle Commissioni Esteri di Camera e Senato che hanno criticato il governo di Giorgia Meloni. “L’Italia sarà l’unica nazione dell’Europa occidentale e del G7 a partecipare al Board of Peace di Trump, insieme a Paesi come Albania, Kosovo, Cipro, Ungheria e Romania. L’ennesimo atto di sudditanza di Meloni che degrada l’Italia a vassallo degli Stati Uniti e allontana il nostro Paese dal novero dei Paesi europei che contano”.

“La più trumpaina tra i leader europei spera che anche Merz si unisca a questa grottesca farsa, ma difficilmente accadrà. È importante esserci per partecipare alla ricostruzione di Gaza, dicono dal governo: tradotto, non vogliamo che il grande capo ci escluda dal business. Un cinismo indecente, soprattutto alla luce di quello che sta accadendo: in Cisgiordania l’avvio dell’annessione con il riconoscimento statale degli insediamenti illegali per la prima volta dal 1967 e a Gaza la fine del cessate il fuoco con i quotidiani bombardamenti israeliani, solo ieri 12 morti”, spiegano i pentastellati.

“Aspettiamo Tajani in aula per sentire cosa avrà il coraggio di dire a giustificazione di questa ennesima umiliazione storica per il nostro Paese”, è la conclusione della nota stampa dei parlamentari M5S.

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