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Electrolux, la produzione di frigoriferi tolta all’Italia? Sarà in conto terzi in Cina. E verranno venduti anche qui

Electrolux, la produzione di frigoriferi tolta all’Italia? Sarà in conto terzi in Cina. E verranno venduti anche qui

Lavoro

08/09/2026

da Il Fatto Quotidiano

Andrea Tundo

Il basso di gamma ora sfornato a Susegana, dove sono previsti 240 esuberi, finirà in Asia: la mossa si aggiunge alla delocalizzazione delle lavasciuga in Thailandia

Gli operai dovranno lavorare più intensamente per supplire ai 1.450 esuberi, ma intanto gli elettrodomestici che vengono tolti alle fabbriche italiane non scompariranno dal mercato: cambierà solo il luogo di produzione. È una delle novità – finora ignota – emerse nella due giorni di incontri tra Electrolux e sindacati, chiusasi venerdì con una sostanziale conferma del piano di tagli. Eppure l’azienda, a quanto apprende Ilfattoquotidiano.it, ha risposto in maniera molto chiara alle domande dei rappresentanti dei lavoratori su lavasciuga e frigoriferi, due linee che si rimpiccioliranno a Porcia e Susegana. Le prime, come già emerso, verranno delocalizzate in Thailandia, a Rayong, e forse non saranno le uniche. Nessuna conferma si era invece avuta fino all’altro giorno sulla destinazione dei frigoriferi di bassa gamma, cancellati dalle mission dell’impianto trevigiano: saranno affidati in conto terzi in Cina, la patria di Midea con cui ha stretto accordi in Nord America, e gli elettrodomestici arriveranno poi in vendita in Italia con il marchio svedese.

I due spostamenti si tradurranno in 448 licenziamenti nelle due fabbriche del Nord Est, fortemente impattate dal piano di 1.450 esuberi totali previsti in Italia. A Porcia, infatti, le lavasciuga verranno letteralmente cancellate per concentrarsi sulle sole lavatrici con l’inserimento di alcune nuove gamme, anche a marchio AEG: i volumi passerebbero dagli attuali 717mila pezzi annui a 610mila e resterebbero al lavoro solo 380 dipendenti rispetto agli attuali 588. A Susegana, invece, si prevede una concentrazione sui frigoriferi ad incasso di gamma alta con 515mila unità a regime, cioè tra un paio di anni quando è prevista l’uscita delle fasce inferiori verso Pechino. Il risultato? Dagli attuali 712 operai addetti alla produzione a tempo indeterminato, si passerebbe a 472 persone: in sostanza ci sarebbero 240 esuberi.

A completare il quadro dei 1.450 tagli c’è la chiusura del sito marchigiano di Cerreto d’Esi, i 125 addetti che lasceranno Solaro nonostante la previsione di volumi in crescita e di altri 214 dipendenti di Forlì a causa di una sforbiciata alla produzione di piani cottura. Gli esuberi colpiranno anche gli uffici con 620 esuberi, che impatteranno per circa metà nel settore ricerca e sviluppo. A maggio il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso aveva detto di voler ottenere un nuovo piano senza licenziamenti collettivi, magari passando attraverso uscite incentivate, ma l’azienda tira dritto. Ora FimFiomUilm e Usb si aspettano una convocazione rapida da parte del Mimit, altrimenti si andrà verso la convocazione di una manifestazione che coinvolgerà i lavoratori di tutti gli stabilimenti. L’ipotesi più probabile è che si tenga a Cerreto, il sito destinato a svuotarsi del tutto.

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