19/09/2026
da Remocontro
Merz stesso ha definito «un disastro» le elezioni in Meclemburgo per la CDU, che ora rischia di restare fuori dal parlamento regionale: il cancelliere tedesco ha però escluso di dimettersi. Lui dice, ma molto altri la pensano diversamente. Tiene il partito socialdemocratico grazie alla candidata Manuela Schwesig, mentre nel voto a Berlino trionfa Linke, la sinistra.
Pomerania dopo la Sassonia, è KO
Nello Stato tedesco di Meclemburgo-Pomerania Anteriore per eleggere il parlamento locale, l’Unione Cristiano-Democratica (CDU), il partito del cancelliere Friedrich Merz, è andata molto male, appena due settimane dopo la sconfitta schiacciante in Sassonia-Anhalt. Merz ha definito queste elezioni un «disastro». Spoglio non ancora concluso ufficialmente, ma secondo le proiezioni Alternative für Deutschland (AfD), , è in leggero vantaggio sul Partito Socialdemocratico, che salva la politica storica tedesca dalla catastrofe: 38,1 per cento contro 35,4 per cento. La CDU è invece data intorno al 4,9 per cento, sotto la soglia di sbarramento. Se confermato, sarebbe il peggior risultato di sempre per il partito in un’elezione statale, che così resterebbe fuori dal parlamento regionale per la prima volta nella storia della Germania democratica.
Merz, la faccia triste della Germania
Pochi minuti dopo la chiusura dei seggi Merz ha tenuto un breve discorso in cui ha detto che quest’esito non può essere ignorato, e che intende assumersi le sue responsabilità, ma che lo farà da presidente della CDU e soprattutto da cancelliere. Ha insomma escluso di dimettersi. Ma la decisione finale non dipenderà da lui. Si è votato anche a Berlino, la capitale, dove invece è nettamente avanti la Linke, di sinistra, intorno al 25 per cento. Lì la CDU è data per ora come secondo partito, intorno al 20 per cento, in calo di circa 8 punti percentuali rispetto alle ultime elezioni nel 2023, quando era stata il partito più votato e aveva espresso l’attuale sindaco della città, Kai Wegner, che non si è ricandidato. Berlino è allo stesso tempo una città e un Land (ovvero uno Stato) con un parlamento regionale.
Elezioni segnale
Benché locali, le elezioni di oggi sono considerate importanti anche a livello nazionale, dal momento che Merz, che è al governo insieme all’SPD, è in una crisi di consensi molto grave, specie dopo la vittoria di AfD in Sassonia-Anhalt. Merz è contestato anche all’interno del proprio partito, e da mesi si ipotizza che possa essere sostituito. Il Meclemburgo-Pomerania Anteriore è uno stato nel nord-est della Germania dove negli ultimi anni sono cresciuti i consensi per l’AfD, ci ricorda il Post. Dal 1998 è governato dall’SPD, il cui successo negli ultimi anni è dovuto soprattutto alla sua leader e presidente dal 2017, Manuela Schwesig, candidata anche a queste elezioni. Schwesig ha commentato positivamente i primi risultati, dicendo che la campagna elettorale si è svolta in tempi difficili e che il suo partito è riuscito finora a contrastare l’avanzata di AfD.
A Berlino la sinistra c’è
A Berlino la candidata della Linke Elif Eralp, deputata del parlamento berlinese dal 2021, ha già ringraziato elettori ed elettrici per il voto e detto che «da oggi in poi cambieremo Berlino insieme». La sua campagna elettorale si è molto incentrata sul diritto alla casa, un tema forte in una città come Berlino, dove ci sono seri problemi con il crescente costo della vita e con la mancanza di alloggi a prezzi accessibili. Qui invece AfD è dato tra il 14,3 e il 15,6 per cento, e si contende il terzo posto dei partiti più votati con i Verdi, che hanno preso percentuali simili.
Finale Merz
Merz è in carica dal 2025 ed è il cancelliere più impopolare della storia della Germania democratica. Da mesi ci sono discussioni nella CDU su un possibile cambio di cancelliere ma in Germania è più complicato che altrove: Merz dovrebbe dimettersi, e il sostituto o la sostituta dovrebbero ottenere la maggioranza in un voto del parlamento. Non succede dal 1974, quando Helmut Schmidt prese il posto di Willy Brandt tra i Socialdemocratici nella Germania Ovest.

