20/03/2026
da La Notizia
Delmastro, spunta la foto con Caroccia del 2023. Conte: “Una vergogna, la premier lo mandi via”. E Schlein chiede l’allontanamento del sottosegretari. Silenzio totale di Giorgia Meloni sul sottosegretario. Intanto Delmastro continua la sua campagna per il Sì al referendum
“Sottosegretario alla Giustizia Delmastro. Anche lui ha scelto il vero baffo”. È la frase che accompagna l’imbarazzantissima foto (pubblicata ieri da Repubblica.it) nella quale un sorridente Andrea Delmastro posa soddisfatto accanto a Mauro Caroccia, proprietario del locale romano nel quale ha appena mangiato, in realtà un prestanome del capoclan Michele Senese. L’immagine, che solleva una questione di opportunità politica, è l’ennesima picconata alla credibilità del sottosegretario, risale all’ottobre del 2023.
Il primo contatto Delmastro-Caroccia
Allora sarebbe infatti avvenuto il primo contatto tra il sottosegretario alla Giustizia e la famiglia Caroccia. Che un anno dopo a Biella avrebbe portato Delmastro e un bel pezzo di partito di Giorgia Meloni del Piemonte (la vicepresidente della Regione, Elena Chiorino; il consigliere regionale Davide Zappalà; il segretario provinciale di Biella e assessore comunale Cristiano Franceschini) e la figlia neo-diciottenne di Caroccia, Miriam, a diventare soci della “Le 5 Forchette srl”, società costituita a Biella il 16 dicembre 2024.
La cronologia del sodalizio
Da lì la storia è nota: la società apre il ristorante di via Tuscolana 452 e “Le 5 Forchette srl” vi pone la sede; il 15 gennaio 2025 l’appello bis conferma la condanna per Caroccia padre e Delmastro passa le sue quote de “le 5 forchette” a un’altra sua società, la G&G; il 18 febbraio 2026, quando la condanna di Caroccia padre diventa definitiva, Delmastro rivende tutto all’ormai 20enne Miriam (come fanno i suoi soci e compagni di partito).
Tutte operazioni che Delmastro omette di comunicare ai competenti uffici parlamentari ai quali è tenuto a segnalare ogni variazione patrimoniale.
Una cronologia che, a partire dalla foto, lascia poco spazio alle spiegazioni. Ieri Arianna Meloni, incrociata all’evento conclusivo del partito per il Sì a Roma, ha parlato di “gogna mediatica” e ha dichiarato: “Mi sembra che non ci sia nessuna indagine su Delmastro”. Alfredo Mantovano ai cronisti che chiedevano se Delmastro si debba dimettere, ha risposto: “La domanda è chiara la risposta non gliela do”.
Conte: “Delmastro deve assolutamente dimettersi”
E in queste condizioni è gioco facile per le opposizioni sparare ad alzo zero. “Delmastro si deve assolutamente dimettere. Stiamo presentando in queste ore la richiesta di revoca della sua nomina a sottosegretario”, ha tuonato da Milano il leader M5S Giuseppe Conte, impegnato ieri in un incontro all’Università Statale sul referendum. “È già stato condannato, lo ricordiamo, in primo grado per violazione dei segreti di ufficio. È impensabile che un sottosegretario, un membro di governo, costituisca a fine 2024 una società, faccia affari con la figlia appena 18enne di un prestanome di un clan mafioso”, ha detto Conte.
“Come fa – ha proseguito – un presidente del Consiglio a tenere ancora al suo posto un sottosegretario alla Giustizia così?”, ha aggiunto, “È una cosa vergognosa. E il fatto che il presidente del Consiglio possa in queste ore parlare di tutto, della mala giustizia e non della mala politica – ha concluso -, la dice lunga sul fatto che questa riforma serve soltanto a schermare i politici dalle inchieste, i vari Delmastro e Santanchè”.
Schlein: “Via prima del referendum”
Sulla stessa linea la segretaria Pd, Elly Schlein, che ha chiesto a Meloni di prendere posizione prima referendum. “Apprendiamo dalla stampa che Meloni sarebbe a conoscenza dei fatti addirittura da un mese”, ha attaccato la dem, “Gli italiani hanno il diritto ad avere una sua presa di posizione chiara, ma non dopo il referendum, la pretendiamo subito”.
Anche per l’Avs Angelo Bonelli “Delmastro è incompatibile con il ruolo da sottosegretario alla Giustizia”, tanto che, dice, “attendiamo le sue dimissioni”. “Il fatto che abbia omesso di adempiere all’obbligo, previsto per tutti i deputati, di dichiarare eventuali partecipazioni societarie è un fatto gravissimo”, aggiunge, “Perché questa omissione? Il presidente della Camera, Fontana, deve formalmente chiedere spiegazioni a Delmastro. Il silenzio della Meloni conferma che nel governo c’è una grande questione morale”.
Intanto Delmastro continua la sua campagna per il Sì
E mentre il mondo tremava, lui, Delmastro, continuava imperterrito a fare campagna per il Sì. Ieri era a Catanzaro, dove durante un incontro ha chiesto agli astanti “tre sì per restituire una giustizia giusta ai nostri figli…”. “Da una parte”, ha spiegato, “la separazione delle carriere che porta l’Italia nelle moderne democrazie europee. Poi il sorteggio in magistratura per archiviare l’infausta pagina di Palamara ed eradicare il potere cancerogeno delle correnti che, in questi anni, hanno promosso per affiliazione e non per merito. Per fare carriera i giudici dovevano baciare l’anello a questa o a quella corrente con gli esiti devastanti che abbiamo visto. E infine l’alta corte di disciplina perché chi sbaglia paga anche se porta una toga“.

