28/04/2026
da Remocontro
«Con la guerra lunga in Iran rischiamo la più grave crisi energetica della storia». Stati Uniti e Israele in Iran sciagura planetaria. Confindustaria al governo: «Scostamento per aiuti proporzionati alle imprese e proroga delle accise»
Grazie signori Trump e Netanyahu
«Se la guerra finisse oggi l’impatto della guerra varrebbe 0,1-0,3 punti percentuali di mancata crescita. Con una guerra più lunga, già fino a fine anno, potremmo trovarci nella più grave crisi energetica della storia, probabilmente sarebbe una crisi sistemica».
Denuncia Confindustria
Lo ha detto Alessandro Fontana, direttore del Centro studi di Confindustria in audizione sul Dfp alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato. «La nostra principale vulnerabilità è l’energia e resterà tale per altri anni: è importante adesso – visto che è la seconda volta che accade in pochi anni – mettere a terra una strategia per superarla che sia graduale o come obiettivo finale, fissando dei tempi e degli obiettivi, altrimenti rischiamo di trovarci molte altre volte in queste situazione come questa anche se questa dovesse risolversi nel migliore modo possibile altre volte», ha aggiunto.
Aiuti costi di gas ed elettricità
«Scostamento di bilancio per aiuti di intensità proporzionata agli aumenti dei costi di gas ed elettricità fino a dicembre 2026 per tutte le imprese in media, alta e altissima tensione e aiuti mirati e di maggiore intensità per le imprese elettrivore e gasivore». Sono alcune delle proposte emergenziali in materia di energia a livello nazionale proposte da Confindustria. Nelle slide illustrate dal direttore del Centro studi di Confindustria, propone anche di prorogare il taglio delle accise carburanti in scadenza il 2 maggio.
Se questo è il pianto di Confindustria,
- proviamo ad immaginare l’onere della crisi energetica che sta appena emergendo sulle condizioni di lavoro di piccole attività commerciale e sui costi che si riflettono al consumo, sommandosi agli oneri diretti sulla vita delle famiglie alle prese con oneri insostenibili per stipendi che via si impoveriscono.

