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Colpa «dei comunisti». E del caldo. Il nemico interno di Trump

Colpa «dei comunisti». E del caldo. Il nemico interno di Trump

Politica estera 

05/07/2026

da Il Manifesto

Giovanna Branca

4 luglio A Washington viene cancellata l’Independence Day Parade, ma sfilano i suprematisti del Patriot Front con bandiere confederate

Le celebrazioni del 4 luglio negli Stati uniti cominciano con un bollettino di temperature estreme sulla Costa orientale – Atlantic City: 39,5 gradi, Philadelphia e Washington: 38, e così via nel certosino elenco stilato dal New York Times – e di eventi cancellati. A partire dalla Indipendence Day Parade a Washington, che sarebbe dovuta cominciare alle 10:30 locali. In compenso, sfilano davanti Campidoglio i suprematisti bianchi di Patriot Front con i volti coperti da passamontagna altrettanto bianchi ed evocativi del colore preferito del Kkk, sventolando bandiere confederate e urlando la loro promessa: «Combattere fino alla vittoria», «Riprendiamoci l’America» (in altre occasioni le loro marce sono state accompagnate anche da «Sieg Heil»).

LA STATE FAIR che Donald Trump ha fatto allestire lungo il National Mall, che il giorno precedente era stata chiusa per alcune ore sempre a causa del caldo, ritarda l’apertura di un paio d’ore. Da Philadelphia – la città della dichiarazione d’Indipendenza – a Baltimore e New York altri eventi legati al 250ennale vengono cancellati.

Il discorso di Trump nella capitale (annunciato dalla promessa che sarà «il più strepitoso discorso di Trump di tutti i tempi», con tanto di 850.000 fuochi d’artificio) si terrà con temperature più clementi, alle 22:30, troppo tardi per noi. Ma il presidente ne aveva già declamato uno la notte precedente in South Dakota, alle sue spalle il Mount Rushmore sul quale sostiene, già dal 2020, di voler aggiungere il suo volto al fianco di quelli di Washington, Jefferson, Teddy Roosevelt e Lincoln.

NEL DISCORSO alla vigilia di un evento che riguarda la nazione tutta – e che la sua portavoce Karoline Leavitt ha definito «edificante e unificante» – individua il nemico interno contro cui scagliarsi: i comunisti. «Il comunismo è l’esatto opposto di vita, libertà e ricerca della felicità. È morte, tirannia, e la ricerca del male». E ancora: «È il nemico della Costituzione», «il partito comunista è composto di immigrati illegali, criminali e tutti quelli che non hanno voglia di lavorare». E, ha promesso, «li manderemo in esilio».

COMUNISTA è l’appellativo che da sempre Trump riserva al sindaco di New York Zohran Mamdani, che non a caso poco prima aveva fatto il suo discorso ai newyorkesi dalla scrivania di George Washington a City Hall, evocando proprio un’America in opposizione a quella di Trump: fatta da immigrati, corrotta da oligarchi. «I potenti hanno sempre conosciuto la loro risposta. L’America, nella loro visione, è un’arena di supremazia, dove solo a una minoranza selezionata è garantita la libertà, dove non tutti sono creati uguali. L’America, se chiedete a loro, diventa più piccola quante più persone accoglie. L’America, vi diranno, appartiene solo a chi ha il giusto accento e tonalità di pelle». «Quanto sono piccoli. Deboli. Poco originali». A circondare Mamdani durante il suo discorso immigrati egiziani, haitiani, pakistani, messicani. I nuovi americani che simbolicamente possono continuare a plasmare la nazione in senso opposto a quello immaginato dalle celebrazioni trumpiste che attraversano una capitale svuotata dal caldo e dalla riduzione del 250ennale a celebrazione del leader e della sua visione suprematista.

NEI VIDEO di propaganda revisionista prodotti da Freedom 250 (il gruppo che Trump ha personalmente incaricato di organizzare l’evento, esautorando la commissione bipartisan America 250) ce n’è anche uno in cui un membro della sua commissione sulla libertà religiosa, Mark David Hall, spiega come i padri fondatori non fossero per niente ispirati dall’illuminismo, e come l’articolo 1 della Costituzione (che stabilisce la separazione fra stato e chiesa) non volesse affatto escludere l’affidamento del governo ai cristiani fondamentalisti- in sintonia il discorso tenuto il 4 luglio dal vicepresidente JD Vance ai marinai della U.S.S. Kearsarge nel porto di New York: «Festeggiamo 250 anni in cui abbiamo dato prova di ciò che un popolo libero può fare grazie alla provvidenza del nostro creatore onnipotente».

Durante il suo discorso/revival della caccia alle streghe, Trump – su terra sottratta illegalmente ai Sioux – ha anche lamentato le nozioni inculcate dagli «antiamericani» nei bambini, come quella che «viviamo su terra rubata».

E HA RIBADITO una delle sue fissazioni: se i repubblicani al Senato aboliranno il filibuster si potrà finalmente passare il Save Act. La legge con cui – in pieno spirito celebrativo dei 250 anni – il presidente intende privare milioni di persone del diritto di voto. «In questo modo i repubblicani non perderanno le elezioni per i prossimi 100 anni».

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