21/03/2026
Per non dimenticare
Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord, nel corso della sua lunga carriera politica ha affrontato diverse inchieste giudiziarie, condanne e vicende processuali. Ecco i casi principali:
- Fondi Lega Nord (Truffa ai danni dello Stato): Nel luglio 2017, Bossi è stato condannato in primo grado a 2 anni e 3 mesi di reclusione dal tribunale di Milano per appropriazione indebita aggravata. Il processo riguardava l'utilizzo di fondi pubblici (rimborsi elettorali) per fini personali, inclusa la gestione delle spese familiari (il cosiddetto "The Family"). Successivamente, nell'agosto 2019, la Corte d'Appello di Milano ha dichiarato prescritto il reato di truffa ai danni dello Stato.
- Vilipendio al Capo dello Stato (Giorgio Napolitano): Bossi è stato condannato a 18 mesi di reclusione (pena sospesa) per vilipendio al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L'episodio risale al 2011, quando, durante un comizio, usò espressioni offensive ("terun") e fece il gesto delle corna nei confronti dell'allora Presidente.
- Vilipendio alla bandiera: Bossi è stato condannato definitivamente per aver offeso il tricolore italiano.
- Diffamazione e minacce alla magistratura: Nel 1995, è stato condannato a 5 mesi per diffamazione aggravata nei confronti di un sostituto procuratore di Varese. Nel 1996, è stato indagato dalla procura di Padova per minacce alla magistratura.
- Finanziamento illecito (Enimont): Negli anni '90, nell'ambito dell'inchiesta Mani Pulite, Bossi fu coinvolto nel caso Enimont, ammettendo di aver ricevuto una somma di denaro, ma difendendosi sostenendo che si trattasse di fondi per il partito.
Nel complesso, la figura giudiziaria di Bossi è segnata da vicende legate a espressioni ritenute vilipendiose o razziste e dalla gestione dei fondi del partito, con condanne passate in giudicato e casi chiusi per prescrizione

