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Balle di guerra

Balle di guerra

Politica estera

12/04/2026

da Remocontro

Antonio Cipriani

Che cosa ci dicono queste settimane di guerra in Iran?

  • Che le previsioni di vittoria facile facile, con tanto di insurrezione popolare, soffiate nell’orecchio instabile e cinico di Trump dal criminale feroce alla guida di Israele, erano sbagliate. Cioè, sbagliate per i desideri folli del presidente Usa, troppo affascinato dall’uccisione del leader religioso e militare dell’Iran e dal possibile Nobel per la Pace, per ascoltare i suoi più consapevoli consiglieri. Ma utili al perfido Netanyahu che ha come unico scopo la guerra per la guerra, lo sterminio per lo sterminio.

  • Che l’immagine degli Stati Uniti nel mondo è crollata ai minimi storici. Ora appaiono a tutti (a noi da tanto tempo…) inaffidabili, guidati da un sociopatico che per di più viene manipolato da uno psicopatico.
  • Che la Nato è impantanata nel mare di follie legate alla pax trumpiana (si fa per dire), rappresentata da un Rutte, adulatore del paparino. Probabilmente in futuro non servirà più a niente, se non riorganizzandosi per difendere gli interessi europei dalla crudele follia israelo-americana.
  • Che l’Europa è la vittima sacrificale degli esperimenti di guerra mondiale permanente.
  • Che il povero Papa Francesco ci aveva visto lungo. Inascoltato.

Che sul piano internazionale l’Italia delle mezze figure fa ridere i polli, non sapendo più che cosa dire agli italiani per giustificare il ruolo di tappetino della storia dove Israele e Usa possono pulirsi i piedi.

  • Che adesso servirà un nuovo decreto fascistoide per impedire qualunque articolazione pubblica di pensiero con un’altezza diversa dal tappetino.
  • Che la nostra informazione, a dire il vero, è adeguata al tappetino. Infatti le cose che è meglio celare finiscono sotto, come polvere della storia spinta da scope mediatiche obbedienti.
  • Che la comunicazione iraniana sta asfaltando ogni tipo di retorica bellica americana, prendendo per i fondelli con cartoni animati assai efficaci Trump borioso e sotto l’incomprensibile influsso del suo amico criminale israeliano.
  • Che l’efficace ricchissimo e perfido progetto di “hasbara” israeliana continua a plagiare politici e istituzioni, raccontando balle cotonate ad uso di boccaloni. Balle che sono servite a fare guerre, ad ammazzare centinaia di migliaia di persone, a massacrare senza ritegno i palestinesi in Cisgiordania, a devastare indegnamente Gaza, ad attaccare senza scrupoli paesi sovrani, a bombardare Beirut. Balle incredibilmente efficaci, che servono a condizionare le scelte dei governi, a mettere a tacere coscienze, a garantire impunità di fronte a crimini efferati.
  • Che probabilmente siamo oltre il concetto di balle e di “hasbara”, ma che il sistema Epstein che governa il mondo, fatto di pedofilia e disprezzo per l’umanità, cela una rete di ricatti talmente efficaci da convincere i potenti a darsi una regolata e ad accettare come perle di saggezza giudiziaria e politica le balle. Altrimenti come spiegare questa follia?
  • Che al governo di destra di Israele va bene così. Il fine è la guerra.

Che, però, le persone normali, quelle che continuano a pensare che al mondo si possa vivere senza le armi in pugno a decidere quello che è giusto o no, cominciano a scendere in piazza. A farsi sentire. E non basteranno repressione, Ice, o fascisteria manganellante a spegnere le voci che si stanno alzando.

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