13/10/2026
da Remocontro
Il patto della Mecca può trasformare Arabia Saudita e Turchia da finanziatori e fornitori militari in azionisti privilegiati del Pakistan. Il Pakistan non sta semplicemente cedendo alcune aziende inefficienti avverte Giuseppe Gagliano su InsideOver. Sotto la pressione del debito e del Fondo monetario internazionale, sta ridisegnando i confini economici dello Stato.
Vendere con l’acqua alla gola
L’urgenza indebolisce il venditore. Quando un governo deve privatizzare per rispettare gli impegni internazionali, ridurre le perdite e ottenere valuta estera, il prezzo degli attivi tende a riflettere la sua fragilità finanziaria più che il loro valore strategico. Prima la vendita del 75% della compagnia aerea nazionale PIA a una cordata pakistana per circa 482 milioni di dollari. Poi la più delicata parte militare e strategica in buona parte ancora da definire.
Protezione militare e porte economiche
Il patto di difesa della Mecca, sottoscritto da Pakistan, Arabia Saudita e Turchia, stabilisce che un attacco contro uno dei firmatari venga considerato un attacco contro tutti. «Non risulta che il trattato contenga clausole formali sulle privatizzazioni pakistane. Il collegamento è politico: una garanzia di sicurezza così ampia crea fiducia, accesso privilegiato ai vertici dello Stato e una corsia preferenziale per i gruppi economici vicini ai governi alleati».
Dalla cooperazione militare a quella economica
Per decenni Riyadh ha sostenuto Islamabad attraverso depositi presso la banca centrale, forniture petrolifere differite e assistenza finanziaria. Ora può cercare di convertire parte di questa influenza creditizia in proprietà economica. «Per il Regno, il Pakistan offre tre vantaggi: accesso all’Oceano Indiano e alle rotte alternative allo Stretto di Hormuz; risorse minerarie e terreni agricoli; influenza su un Paese nucleare di oltre 250 milioni di abitanti».
Turchia: meno capitale, più capacità operative
Ankara dispone di risorse finanziarie inferiori a quelle saudite, ma possiede imprese competitive nell’edilizia, nella gestione aeroportuale, nell’energia, nei trasporti e nell’industria militare. Un consorzio turco aveva presentato un’offerta per la gestione dell’aeroporto di Islamabad. L’offerta non soddisfaceva le condizioni iniziali, ma dimostrava un interesse precedente al patto della Mecca. Modello turco di gestione civile e cooperazione militare.
La divisione del lavoro tra i tre alleati
L’Arabia Saudita porta il capitale; la Turchia offre tecnologia industriale e capacità militari; il Pakistan mette a disposizione posizione geografica, mercato e prestigio nucleare. «Ma tanta complementarità costituisce il pericolo. Islamabad economicamente dipendente dagli alleati ai quali ha promesso assistenza militare. Se la crisi tra Arabia Saudita, Iran e Houthi dovesse aggravarsi, il prezzo politico può diventare più alto del loro valore finanziario.
Possibili scenari e rischi
- Un monopolio pubblico inefficiente rischia semplicemente di essere sostituito da un oligopolio straniero protetto dalla politica. Il patto della Mecca non mette formalmente in vendita il Pakistan. Ma può trasformare Arabia Saudita e Turchia da finanziatori e fornitori militari in azionisti privilegiati del Paese. E nella geopolitica contemporanea gli alleati soccorrono, proteggono e investono: sempre, però, presentano il conto.

