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Apache abbattuto nello Stretto di Hormuz, Trump scatena l’inferno contro l’Iran. E i Pasdaran rispondono lanciando attacchi contro le basi Usa in Medio Oriente

Apache abbattuto nello Stretto di Hormuz, Trump scatena l’inferno contro l’Iran. E i Pasdaran rispondono lanciando attacchi contro le basi Usa in Medio Oriente

Politica estera

10/06/2026

da La Notizia

Davide Manlio Ruffolo

Apache abbattuto nello Stretto di Hormuz, Trump scatena l'inferno contro l'Iran. E i Pasdaran rispondono contrattaccando gli Usa

Dopo che un elicottero statunitense Apache è precipitato nelle acque dello Stretto di Hormuz, in circostanze ancora da chiarire, gli Stati Uniti hanno sferrato durissimi attacchi contro l’Iran. A ordinare i raid è stato il presidente degli Usa Donald Trump che, mentre sono ancora in corso gli accertamenti e con la CNN che non esclude un incidente in volo tra l’Apache e un drone Shahed, piuttosto che un abbattimento intenzionale da parte del velivolo senza pilota iraniano, ha subito voluto mostrare i muscoli ordinando una “risposta molto potente” contro il regime degli ayatollah.

La reazione si è rapidamente concretizzata in tre ondate di attacchi definiti di “autodifesa”, il nuovo stratagemma lessicale con cui il leader statunitense dribbla la necessaria autorizzazione del Congresso, che hanno messo a ferro e fuoco obiettivi militari, porti e sistemi di difesa contraerea in tutto l’Iran.

Apache abbattuto nello Stretto di Hormuz, Trump scatena l’inferno contro l’Iran. E i Pasdaran rispondono lanciando attacchi contro le basi Usa in Medio Oriente

Gli attacchi di ritorsione militare degli Stati Uniti, come riporta Axios, hanno colpito diversi sistemi iraniani di difesa aerea e radar, soprattutto nell’area dello Stretto di Hormuz. Raid che potrebbero complicare non poco i negoziati di pace, come si evince dalla nota delle forze armate iraniane, secondo cui “il regime americano ha lanciato attacchi contro aree nel sud del Paese con la scusa dell’abbattimento dell’elicottero Apache nello Stretto di Hormuz”, promettendo una risposta militare.

Poco dopo, puntuali come un orologio svizzero, i Pasdaran hanno lanciato una selva di missili e droni contro “basi americane nella regione da cui sono partiti gli attacchi contro l’Iran”, colpendo soprattutto Bahrein e Kuwait e ribadendo che Teheran “non esiterà a difendersi e a colpire basi e installazioni utilizzate per qualsiasi aggressione”.

Dopo ore di raid americani e contrattacchi iraniani, la situazione, almeno per il momento, è tornata alla calma. Ma il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avvertito Trump che, in caso di nuovi bombardamenti, “le nostre potenti forze armate risponderanno colpo su colpo. Non lasceremo impunito alcun attacco o minaccia”.

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