02/08/2026
da Remocontro
«Gli americani presenti nella regione dovrebbero valutare la possibilità di andarsene, o essere pronti a farlo in caso di escalation», si legge in un avviso diffuso sui social media dalle missioni statunitensi di Amman, Gerusalemme e Baghdad. Possibile escalation del conflitto regionale e li hanno esortati a tenersi pronti a lasciare la regione. Wall Street Journal e Cbs: ‘Trump avrebbe ordinato un nuovo pesante attacco questo fine settimana’
Escalation sino a dove?
Una notizia che arriva dopo che l’Iran ha accusato oggi gli Usa di prepararsi a scatenare un conflitto che coinvolga tutta la regione e ha avvertito che «i Paesi che faranno da scudo a Washington bruceranno nelle fiamme della guerra». Minaccia iperbolica, ma le ambasciate statunitensi in diverse capitali mediorientali hanno avvertito i cittadini americani di una possibile escalation del conflitto regionale e li hanno esortati a tenersi pronti a lasciare la regione. «Gli americani presenti nella regione dovrebbero valutare la possibilità di andarsene, o essere pronti a farlo in caso di escalation» si legge in un avviso di sicurezza, diffuso sui social media dalle missioni statunitensi di Amman, Gerusalemme e Baghdad.
Segnali contradditori ma tutti preoccupanti
Attacco soltanto americano, se sarà? «Non ci sono indicazioni che Israele parteciperà agli attacchi che gli Stati Uniti intendono lanciare contro l’Iran», riferisce la Cnn, dopo che fonti citate dalla Cbs avevano affermato che Stati Uniti e Israele stavano pianificando congiuntamente un’imminente campagna di bombardamenti contro le infrastrutture energetiche iraniane. Da parte sua, Abc News cita una fonte secondo cui gli attacchi sono stati discussi con funzionari israeliani, ma non è ancora chiaro se Israele sarà direttamente coinvolto.
La guerra iraniana vinta a caro prezzo
Un alto funzionario della sicurezza iraniana ha dichiarato all’agenzia di stampa Tasnim di aver preparato un piano completo per rispondere a una possibile follia americana. «Consideriamo le affermazioni dei media americani su possibili attacchi da parte degli Stati Uniti e del regime contro le infrastrutture iraniane come una forma di follia – ha detto -. Perché abbiamo preparato un piano completo di risposta, che include le infrastrutture vitali del regime sionista e le infrastrutture energetiche statunitensi nella regione, e siamo pronti».
Il Golfo sempre in fiamme
Intanto nel Golfo Persico una petroliera è stata colpita da un “proiettile non identificato” ad 11 miglia nautiche nord-est della città di Lima, in Oman, all’ingresso dello Stretto di Hormuz. Lo rende noto l’Ukmto, il Centro per le operazioni commerciali marittime del Regno Unito, una delle massime autorità nel settore della sicurezza marittima, in un bollettino nel quale spiega che si sono registrati “danni alla sala motori”. «La petroliera non è sotto controllo, affidata alla Guardia costiera regionale. Non sono segnalate vittime né impatti ambientali”.
Una bomba Usa da 900 chili su una casa
Il Nyt intanto denuncia che gli Stati Uniti hanno sganciato nei giorni scorsi una bomba da 900 chilogrammi su una casa a Qeshm Island, uccidendo marito, moglie e il loro bimbo di due anni. E il New York Times simn pone domande su quale fosse il vero obiettivo americano e perché sia stata usata una bomba di tale calibro. La Mark-84 è infatti una delle più grandi nell’arsenale americano. L’attacco ha colpito un quartiere densamente popolato dell’isola nell’ambito degli attacchi lanciati in risposta ai raid iraniani contro una base americana in Giordania.
- L’analisi del quotidiano, condotta su foto e immagini satellitari, non ha indicato la presenza di alcun sito militare iraniano vicino alla casa colpita. «Siamo a conoscenza delle segnalazioni e stiamo verificando», ha detto il portavoce del Us Central Command Tim Hawkins.

