ATTUARE LA COSTITUZIONE PER CAMBIARE L'ITALIA

ATTUARE LA COSTITUZIONE PER CAMBIARE L'ITALIA

ATTUARE LA COSTITUZIONE PER CAMBIARE L'ITALIA

Al palo i consumi alimentari: si spende di più e si compra meno

Al palo i consumi alimentari: si spende di più e si compra meno

Economia

06/11/2026

da La Notizia

Stefano Rizzuti

La spesa per i consumi alimentari cresce in valore rispetto allo scorso anno, ma la quantità degli acquisti, soprattutto di cibo, diminuisce.

L’inflazione frena i consumi. Anzi, a essere precisi, riduce i consumi necessari come quelli alimentari a fronte di una maggiore spesa rispetto al passato. Il dato più significativo delle stime Istat di settembre è proprio quello dei consumi alimentari, risultati in calo. Nello stesso mese le vendite complessive al dettaglio sono aumentate dello 0,1% rispetto ad agosto in valore, ma sono stazionarie in volume. Per i beni alimentari la spesa è invece invariata rispetto ad agosto in valore, ma il volume è in calo dello 0,3%. Per dirla in maniera semplice: spendendo la stessa cifra si compra meno cibo.

La tendenza è simile anche per i beni non alimentari, con una crescita dello 0,3% in valore a fronte di un aumento minore (solo +0,1%) in volume. Se confrontiamo i dati con quelli dello stesso mese dello scorso anno la tendenza è ancora più lampante: le vendite complessive sono cresciute dell’1,6% in valore ma sono addirittura scese dello 0,1% in volume. Ancora una volta, si paga di più e si compra meno. Per gli alimentari l’aumento è dell’1,7% in valore a fronte di un calo dello 0,1% in volume. Per i non alimentari la salita è dell’1,5% in valore, ma anche in questo caso a fronte di una flessione dello 0,2% in volume.

Consumi al palo, segnale di un rallentamento dell’economia

Dati che mostrano un “Paese fermo”, come evidenzia il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona. Secondo il quale “non è certo un bel segnale che al rientro dalle vacanze gli italiani non abbiano fatto acquisti maggiori rispetto ad agosto, nemmeno per riempire i frigoriferi vuoti”. Dona sottolinea che a far crescere le vendite nell’ultimo anno è stata solo l’inflazione e e a tirare è “il commercio elettronico”, unico settore in territorio positivo sia in valore che in volume.

Per Confcom “la stasi delle vendite rilevata a settembre è perfettamente in linea con il rallentamento dell’economia nel terzo trimestre”. Secondo il suo Ufficio studi, “lo spostamento di quote di spesa verso i consumi obbligati, gas ed elettricità in particolare, potrebbe portare a un ulteriore rallentamento della domanda con una riduzione della redditività di molte imprese e con effetti negativi sulla crescita” nei prossimi mesi.

La crisi energetica erode il potere d’acquisto degli italiani

A questo si aggiunge un altro dato, che conferma quanto evidenziato dall’Istat: la crisi energetica ha eroso completamente il potere d’acquisto degli italiani. Secondo un’indagine della Bei, infatti, il 70% delle famiglie del nostro Paese ha dichiarato che l’aumento dei prezzi dell’energia ha ridotto in maniera significativa il loro potere d’acquisto nell’ultimo anno: un dato più alto rispetto alla media Ue che si ferma al 60%. Prezzi alle stelle e salari fermi, quindi, mettono in ginocchio le famiglie.

share