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Acerbo (Rifondazione): “domani in corteo con la Cgil a Roma”

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Politica italiana

16/10/2025

Rifondazione 

Maurizio Acerbo

«Domani Rifondazione Comunista sarà in piazza con la Cgil e le tante associazioni aderenti a La Via Maestra.

Di fronte alle politiche fallimentari e antipopolari del governo Meloni c’è bisogno di una rivolta sociale e democratica. Senza mobilitazione popolare non sarà possibile imporre politiche che rispondano ai bisogni delle persone. Bisogna unire la protesta di autotrasportatori e agricoltori a quella sindacale. Consideriamo la piattaforma della manifestazione una buona base per una svolta nelle politiche del Paese e invitiamo i partiti del campo largo ad assumerla come programma unitario». È quanto dichiara Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista.

«Per troppo tempo lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, precarie e precari, giovani hanno pagato il costo delle crisi, mentre la ricchezza si concentra nelle mani di pochi. Domani manifesteremo per una svolta necessaria rispetto alle politiche di questo governo. Proponiamo un’imposizione fiscale progressiva, un’imposta sui grandi patrimoni a partire dai 2 milioni di euro e l’adeguamento della tassa di successione ai livelli europei, per finanziare sanità, scuola, trasporto pubblico, casa, servizi sociali, occupazione e conversione ecologica, riducendo la tassazione sul lavoro dipendente.

È indispensabile introdurre un salario minimo orario di 12 euro e reintrodurre la scala mobile. L’inflazione erode il potere d’acquisto di salari e pensioni: serve un meccanismo di indicizzazione automatica che li adegui all’aumento del costo della vita. Bisogna abolire le norme che hanno precarizzato il lavoro e reintrodurre l’articolo 18 per difendere i diritti e la dignità di chi lavora», aggiunge Acerbo.

«Il governo Meloni accetta il riarmo promosso da Trump, NATO e Unione europea. Bisogna fermare questa corsa: la sicurezza significa avere un lavoro dignitoso, un ospedale che funziona, una casa e servizi pubblici accessibili, non prepararsi a nuove guerre. Ripudiamo la guerra e chiediamo lo stop all’invio di armi all’Ucraina, scegliendo la via della diplomazia. Basta complicità con il genocidio: occorre interrompere le relazioni militari ed economiche con Israele.

Con la nuova legge elettorale, il governo Meloni tenta, a nostro giudizio, un golpe istituzionale. È necessario costruire un fronte costituzionale, democratico e antifascista, capace di unire le forze sociali e politiche per battere le destre fascioleghiste alle prossime elezioni, sulla base di un programma di difesa e piena attuazione della Costituzione», conclude Acerbo.

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