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IL LAVORO FA STRAGE DA NORD A SUD: QUATTRO MORTI IN UN SOLO GIORNO

Mario Pierro
da il Manifesto
10.10.2017


Morti bianche. Le vittime lavoravano nell'indotto di Mirafiori, in provincia di Ascoli Piceno, due a Naro (Agrigento). Ci sono anche due feriti gravi nel bergamasco e in provincia di Verona. Tutto questo poche ore dopo l'invito del Presidente della Repubblica Mattarella alle imprese a non imporre ai lavoratori condizioni molto al di sotto della sicurezza

Da Sud a Nord il lavoro continua a fare una strage a poche ore dal richiamo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alle aziende che impongono ai lavoratori condizioni molto al di sotto della sicurezza. «É inconcepibile che tra le vittime di infortunio sul lavoro ci siano ragazzi giovanissimi» ha detto in un messaggio all’associazione delle vittime degli infortuni del lavoro (Anmil). I tre uomini morti ieri – due operai di 61 e 56 anni a Naro nell’Agrigentino, un manovratore di 45 anni conto-terzista della Fiat di Mirafiori a Torino, un operaio della ditta Acciarri caduto in un silos contenente mais a Comunanza (Ascoli Piceno) – non erano «giovani», ma si aggiungono alla tragica e «inconcepibile» statistica che vede – sino ad agosto – 421.969 infortuni. Le tre scomparse si aggiungono ai 682 infortuni mortali già denunciati (-4,7%) rispetto al 2016.

DIGA FURORE A NARO, nell'Agrigentino. I due operai, di 61 e 56 anni, sono morti dopo essere precipitati da un’altezza di 32 metri, finendo dentro il sovrappieno della vasca vuota a forma di imbuto, usata per lo stoccaggio delle acque. A provocare la morte di Francesco Gallo e di Gaetano Cammilleri sarebbe stato il cedimento di un montacarichi. Sulla vicenda la Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti. I sindaci di Naro e Favara, dove risiedeva Cammilleri, hanno proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta nominerà una commissione regionale d’inchiesta per accertare le responsabilità. Per le segreterie provinciali di Cgil e Uil bisogna«fermare le stragi. Prevenzione e sicurezza vengono prima di tutto».

INDOTTO FCA MIRAFIORI. Le cause della morte del manovratore Francesco Corica di Settimo Torinese che lavorava per la Villanova, una ditta dell’indotto Fca che gestisce i flussi dei treni nel raccordo ferroviario del Drosso, sono ancora da stabilire. Secondo le prime informazioni, la vittima aveva appena finito di caricare delle bisarche quando sarebbe stato urtato da un treno in manovra. «Con la parziale ripresa dell’attività in molti stabilimenti metalmeccanici – commenta Federico Bellono, segretario della Fiom Cgil Torino – Troppo spesso vittime di gravissimi episodi come quello di ieri sono lavoratori delle ditte esterne, degli appalti e dei subappalti: dal collaudatore morto sulla pista di Balocco due anni fa al manutentore folgorato a Mirafiori a gennaio. Tutto questo è inaccettabile. Vanno accertate al più presto le responsabilità e aumentati i controlli sulla sicurezza».

AL BOLLETTINO DI GUERRA vanno aggiunti due feriti: a Romano di Lombardia, nel Bergamasco, un edile è caduto da un’impalcatura e si trova in gravi condizioni in ospedale; fratture alle gambe per un lavoratore marocchino di 50 anni per il cedimento di una struttura meccanica mentre scaricava merce da un camion a San Bonifacio (Verona).